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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1827
quando i Conti di Capraia si sottomessero al nostro Comune. Furono peraltro ben più illustri i Consolati di Nerlo suo figlio nel 1202 e nell'anno appresso, perchè ebbe il merito di espugnare i castelli di Cambiate e di Semifonte che avevano risvegliato per la loro potenza la gelosia dei Fiorentini. - Gargozza uomo assai provato in guerra e cavaliere a spron d'oro, prese parte pei Buondelmonti e poi per i Guelfi nel 1215, ed i suoi figli Tegliaio, Geri e Gargozza, con Filippo di Ranieri loro consorto, sono rammentati tra quelli che facevano parte dell'esercito Fiorentino che fu sconfitto alla battaglia di Montaperti. La vittoria dei Ghibellini, ai quali rimase il dominio della città, rese necessario ai Sizi l'esiliarsi dalla Patria; e qui non finirono i loro guai, perchè i vincitori guastarono le loro case ed arsero la fortezza di Castelcelato in Mugello. - Ben poche altre notizie pubbliche ci restano dei Sizi, perchè sembra che per le sventure della parte da loro seguita cadessero in povertà; per altro, sentendosi magnati e sdegnando di ascriversi alle arti, doverono sottostare alla esclusione dalle Magistrature nel 1293, quando per opera di Giano della Bella furono fatti gli Ordinamenti di giustizia, e di nuovo per la riforma di Baldo d'Aguglione nel 1311. - Un Gargozza di Lapo è nominato tra i generosi che difesero Firenze assediata da Arrigo VII imperatore; un Giovanni di Cante tra i più influenti cittadini che sedessero nel pubblico consiglio intorno alla metà del secolo XIY. Egli, e con lui gli altri tutti di sua casa e i Bostichi, ebbero inimicizia colla potente casa dei Fre-scobaldi; ed erasi per l'una parte e per l'altra sparso non poco sangue alloraquando il Duca d'Atene volle nel 1342 che fosse giurata solennemente la pace. La morìa del 1348 fu fatalissima ai Sizi, perchè tutti morirono, tranne Giovanni di Cante; il quale, rimasto solo superstite di sua famiglia, vendè ai Medici l'avito palazzo e la torre, e poi nel 1350 cedè il patronato della chiesa di S. Tommaso in Mercato ; e così scompare in Firenze qualunque memoria onorifica che tenesse viva nel popolo la ricordanza, che i Sizi erano stati una delle più illustri schiatte della città. In Giovanni mancò la famiglia, perchè di lui non restò che una figlia. »
Slacciare, dal lat. elaqueare, Sciogliere dal laccio. Neut. pass. Inf. xii, 22.
Slegare, contrario di legare, Sciogliere, Liberare. Trasl. Purg. xv, 119; xix, 60.
Smagare, secondo alcuni dall' ant. ted. viagan (— potere), aggiuntavi la s privativa; secondo altri dall'ant. ted. smahjan (= indebolire). La prima etim. è la più verisimile (cfr. Diez, Wòrt. i3, 384. Wackernagel, Altfransòsische Lieder, 131); neutr.pass, e ass.