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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Sismondi
1825
questa casa è una donna; quella Chinzica cioè, che salvò la patria dal totale esterminio nel 1005, alloraquando essendo di notte stata sorpresa la città da Museto re dei Mori, corse ella impavida ad avvisarne i consoli, i quali poterono raccogliere le schiere e respingere la invasione nemica. Del qual fatto vollero i Pisani mostrarsi grati a Chinzica, ordinando che da lei dovesse prender nome quella parte della città che i Mori aveano per tale improvviso assalto occupata. - Il consolato di Bindo nel 1099 fu famoso per il consolidamento del dominio pisano nella Sardegna, per la quale ei fece scrivere gli statuti; siccome quello di Gismondo nel 1158 fu illustrato dalle vittorie che le navi della repubblica riportarono sui Saracini. Contulino di Ugo era cittadino principalissimo in Pisa e cavaliere; laonde fu prescelto nel 1163 ad andare oratore a Federico Barbarossa per iscolpare il Comune dall' accusa datagli dai Genovesi d' essere stato cagione che si rompesse la pace. - Guinicello per due volte fu console, e sempre volle che si facesse guerra ai Lucchesi; durante la quale Lamberto suo figlio fu fatto prigione, e liberato poi nel 1182 quando Paganello Sismondi firmò la pace. - Uomo di gran valore fu estimato ai suoi tempi messer Guglielmo: motivo per cui nel 1166 gli fu dato il comando di venti galere per andare a combattere i Genovesi; ma dispersa la flotta dall'imperversare de' venti, dovè tornarsi nel porto dopo di avere soltanto saccheggiato ed arso Portovenere : poi, rimandato in corso con altre venticinque galere, soffrì non lieve danno per una furiosa burrasca che gli affondò alcune navi, dal che tolsero motivo i suoi concittadini per torgli il comando, addebitandolo non d'incapacità ma di poca fortuna. Sono otto i Sismondi segnati nella pace coi Genovesi nel 1188, la quale fu sottoscritta da mille dei più qualificati cittadini delle due rivali repubbliche, pace che fu per altro di corta durata. - Tutti i cronisti pisani parlano di Guinicello di Buzzac-carino Sismondi, il quale con 35 galere penetrò nel porto di Genova nel 1282, dove prese e bruciò molte navi nemiche; e raccontano come, volendo insultare i Genovesi, scagliasse nella città mille pietre coperte di scarlatto ed altrettante freccie colla punta di argento. E in una notte oscurissima sarebbesi impadronito di Genova se il coraggio di una donna non avesse salvato la patria. Fu poi Guinicello uno dei consiglieri della infausta spedizione della Me-loria, dove tre dei Sismondi, Iacopo, Bernardino e Giovanni, ebbero il comando di alcune navi; ma pagò il fio dell'imprudente consiglio, perchè egli con altri diciassette di sua casa furono dai vincitori fatti prigioni, dei quali otto morirono per gli stenti nelle prigioni di Genova. - I Sismondi restati in Pisa furono nemici acerrimi di Ugolino della Gherardesca, a cui davan carico delle sven-