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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Sinistro - Sipa
   1823
   perata in questa forma nella Div. Com. 23 volte, 10 neWInf. (vii, 39; ix, 83; X, 133; xm, 115; xiv, 126; XVI, 96; XVlll, 21; XXIX, 53; xxxi, 83; xxxiv, 44), 10 nel Purg. (in, 58; iv, 57; v, 5; xm, 15; xxvili, 26; xxix, 68, 130; xxx, 43, 61; xxxn, 8) e 3 volte nel Par. (vili, 58; Xll, 129; XXXII, 121). - Nel luogo Par. XII, 129 per ìa sinistra cura la gran maggioranza dei commentatori antichi (Lan., Ott., Benv., Buti, An. Fior., Veli., Dan., Voi., Vent., Lomb.) e quasi tutti i moderni intendono della cura delle cose temporali, mentre la destra cura sarebbe quella delle cose spirituali. Altri diversamente. Già Benv. osserva. « Aliqui tamen per curam de-xteram et sinistram intelligunt vitam contemplativam et activam. » - Serrav.: « Semper postposui sinistram curam, idest minus bonam. Semper voluit occupari in occupationibus utilioribus. » - Land. : « Benché fosse generale dell'ordine, e di poi cardinale, nondimeno in questi grandi ufficii sempre pospose la sinistra cura, cioè la attiva, e seguitò la contemplativa. » - La frase dantesca è evidentemente tolta da San Tommaso, il quale (Sum. theol. I2, qu. cu, art. 4) dice: « Sapientia pertinet ad dextram, sicut et cetera spi-ritualia bona; temporale autem nutrimentum ad sinistram. »
   Sinistro, lat. sinister, Che è dalla parte sinistra; Inf. ix, 46; xvn, 69; xxi, 136. Purg. iv, 120; x, 26; xxix, 67. Par. i, 46.
   Sino, Sin, lo stesso che fino (cfr. ivi); Par. xxxn, 36.
   Sinone, nome di quel traditore che colle sue menzogne indusse i Troiani ad introdurre nella loro città il fatale cavallo di legno. Famoso non per altro che per questo suo tradimento è detto da Troja, benché fosse non Trojano, ma Greco; Inf. xxx, 98, 116. Cfr. Virg., Aen. it, 57-194 e 247 e seg. Altrove Dante lo chiama il falso Greco; Cam.: « 0 patria, degna di trionfai fama; » v. 71.
   Sion, ebr. *V>¥ = illuminato dal sole, Collina al sud-ovest di
   Gerusalemme, sulla quale era il castello di Davide. E per l'intera città di Gerusalemme, Purg. iv, 68.
   Sipa, idiotismo bolognese per sia, e lo dicono tuttavia i Bolognesi come al tempo di Dante; Inf. xvin, 61; cfr. Tassoni, Secchia rapita, xiv, 50. - Lan.: « Sipa è un vocabolo bolognese che è a dire sia. » - Benv.: « Bononienses enim utuntur isto vocabulo sipa, ubi caeteri lombardi et italici dicunt sia. » - Cast. : « Del particolare idioma bolognese è di dire sipa in luogo di sia soggiuntivo. » - Invece il Buti, seguito da altri: « li Bolognesi quando
   116. — Enciclopedia, dantesca.