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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1818
   Silvestro-Silvio
   quando Costantino ricevette il battesimo. Silvestro è l'eroe leggendario della famosa donazione di Costantino (cfr. Donatio Constan-tini), la quale, come tutti sanno, non è che una bella favola. Cfr. Euseb. Vit. Const. in, 7. Mausi, Coli. conc. n, 471 e seg. Jaffè-Wattenbach, Regesta pontif. Roman, p. 28 e seg. Lipsius, Chro-nologie der ròm. Bischòfe, p. 259. Duchesne, Lib. pontif. i, 109 e seg.; i, 117 e seg. Laugen, Gesch. der ròm. Kirclce, il, 195. Doellin-ger, Papstfabeln des Mittelalters, 2a ed., 1890, p. 61 e seg. Krauss, Kirchengesch., 3a ed., 1887, p. 176.
   Silvestro, Monaco francescano, uno dei primi, e cioè il quarto, dei discepoli di S. Francesco d'Assisi. Era prete d'Assisi e vendette a Francesco delle pietre per 1' edificio della Chiesa di S. Damiano. Vedendo più tardi come Francesco distribuiva a piene mani ai poveri i denari di Bernardo da Quintavalle, suo primo seguace, Silvestro se gli accostò e gli sussurrò nelle orecchie: « Francesco, quelle pietre che ti vendetti le avesti troppo a buon mercato. » Francesco prese subito una mano piena di monete e gliele diede. Ritornato a casa Silvestro riflettè sull'accaduto, si vergognò della sua avarizia, si convertì e rinunziò al mondo per seguire San Francesco. Dante lo nomina accanto ad Egidio. Par. xi, 83. Di lui Fioretti di S. Francesco xvi: « Costui era stato nel secolo quel messer Silvestro, il quale avea veduto una croce d'oro procedere dalla bocca di santo Francesco, la quale era lunga insino al cielo, e larga insino alle stremità del mondo; ed era questo frate Silvestro di tanta divozione e di tanta santità, che di ciò che chie-dea a Dio, impetrava ed era esaudito, e spesse volte parlava con Dio; e però Santo Francesco avea in lui grande divozione. » - Ott.: « Di costui si legge, che venendo san Francesco con costui alla cittade d'Arezzo, nella quale aveva battaglia e guerra cittadinesca, vide san Francesco li demonii allegrantisene, e san Francesco chiamando il detto suo compagno disse: va alla porta della cittade, e comanda a quelli demonii dalla parte di Dio, che n' escano. Il quale affrettandosi dinanzi alla porta valentemente gridò: dalla parte di Dio e di comandamento del nostro padre Francesco, partitevi tutti demonii ; e così fecero, e li cittadini tornarono a concordia. »
   Silvio, secondo Dionisio figliuolo di Enea e di Lavinia, fratellastro di Ascanio (che era figliuolo di Creusa), dopo la cui morte ebbe la signoria di Alba, capostipite dei Silvii, re di Alba. Invece secondo Tito Livio (i, 3) Silvio era figliuolo di Ascanio e nipote d'Enea. È menzionato Inf. n, 13.