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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1812
   Sifanti-Sigieri
   tifanti, Lezione di alcuni testi nel luogo Par. xvi, 104. Cfr. Fifanti.
   Sigieri, comunemente detto Sigieri di Brabante (da non confondersi con Sigieri di Courtray, che fu uno dei fondatori della Sorbona), celebre filosofo del secolo XIII, nato a Galleghen verso il 1226, m. verso il 1283. Fu uno dei primi discepoli di Roberto Sorbon, uno dei primi che introdusse il Tomismo, ossia la dottrina di San Tommaso nella Sorbona (cfr. Erdmann, Gesch. der Philos. i3, p. 373) ed il nono decano del Capitolo di Notre-Dame de Courtray. Negli anni 1277-78 fu processato per eresìa, ma sembra che il processo riuscisse in nulla. Dettò parecchie opere filosofiche, tra le quali le Qucestiones ìogicaìes e le Impossibilia (cfr. Prantl, Gesch. der Logik, in, p. 234 e seg.). Sopra Sigieri cfr. J. V. Le-Clero, Dante et Siger de Brabant, ou les Écoles de la rue de Fouarre au XIIIe siècle, Memoria pubblicata nel Journal des Débats, 20 e 29 agosto 1845 e ristampata nel voi. xxi dell'Histoirc ìittér. de la France ; OzANAM, Dante et la pini. cathol., Parigi, 1845, p. 320 e seg. Todeschini, Scritti su Dante, n, 412 e seg. Carlo Cipolla, Sigieri nella Div. Covi, nel Giornale storico della letter. ital., voi. vili, Torino, 1886, p. 53-139. Gaston Paris, nella Roma-nia, xvi, 611. Kraus, Dante, p. 67. C. Baeumicer, Die Impossibilia des Siger von Brabant, Munster, 1898, p. 46-114. Il sommo Poeta lo ricorda, ponendolo nella prima corona dei Dottori nel quarto Cielo, Par. x, 136. Di lui i comm. ant.: Dan. : « Questo fue maestro Sigieri il quale compose e lesse loica in Parigi, e tenne la cattedra più anni nel vico cioè nella Vicinanza delli strami, che è uno luogo di Parigi ove si legge loica, e Vendesi li strami da cavalli, e però è appellata quella contrada vicostramiuvi. » Così pure, copiando, Ott. e An. Fior. - Petr. Dant. : « Magnus philosophus fuit et theologus, natione de Brabantia, qui legit diu in vico stramiuum Parisiis, ubi philosophia legitur. » - Falso Bocc.: « Era valentissimo in tutte le scienze, ed era infedele. » - Benv.: « Fuit quidam doctor modernus parisiensis, qui diu legit Parisius in logicalibus, cui quidam disci-pulus pramortuus apparuit coopertus sophismatibus. » - Serrav.: « Fuit magnus magister Parisius, qui quasi omnes alios excessit in logica et in philosophia. De eo legitur, quod unus eius discipulus post mortem apparuit sibi, scilicet Magistro Sigiero, in sompuis, qui indicavit sibi penas quas patiuntur in alio mundo garzuli. » -Il Cipolla (loc. cit., p. 138-39), riassumendo le sue ricerche: « 1° Difficilmente l'Alighieri può aver conosciuto Sigieri di Brabante, morto avanti al 1300; ma è credibile che ne abbia in Parigi svolto gli scritti, e particolarmente gli Impossibilia destinati ad