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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Senese - Senio
   1791
   catore del giovine Domizio, figliuolo di Agrippina, che fu poi l'imperatore Nerone. Salito questi sul trono nell' anno 54, Seneca ne fu alcun tempo il più intimo consigliere. Perduta la grazia del tiranno, Seneca abbandonò la Corte, ma accusato, forse a torto, di aver fatto parte della congiura di Pisone, fu condannato a morte e finì i suoi giorni nell'anno 65 svenandosi, assieme colla moglie Pompea Paolina, in un bagno caldo e bevendo la cicuta. Dettò più opere, tenute per secoli in gran conto, specialmente per la parte morale (edizioni complete: Opere in prosa, ed. Fickert, 3 voi. Lips., 1842-45; ed. Haase, 3 voi. Lips., 1872-74. Epistola morales, ed. Hilgenfeld, Lips., 1890. Dialogi, ed. Gertz, Kopenhagen, 1886. Cfr. Kkeyher, Lucius Annàus Seneca und seine Beziehungen zum Urchristenthum, Berlino, 1886. Ribbeck, Lucius Annàus Seneca und sein Verhàltniss zu Epikur, Plato und devi Christen-tum, Annovra, 1887). Di lui Gelli, Noct. Att. xii, 2: « De Annaso Seneca partim existimant ut de scriptore minime utili, cuius li-bros attingere nullum pretium opera sit, quod oratio eius vulga-ris videatur et protrita, res atque sententi® aut inepto inanique impetu sint aut ut levi et quasi dicaci argutia, eruditio autem vernacula et plebeia nihilque ex veterum scriptis habens neque gratia neque dignitatis. Alii vero elegantia quidem in verbis pa-rum esse non infitias eunt, sed et rerum, quas dicat, scientiam doctrinamque ei non deesse dicunt, et in vitiis morum abiurgandis severitatem gravitatemque non invenustam. » Dante lo pone tra'filosofi nel limbo; Purg. tv, 141, e lo cita o ricorda più volte nelle Op. min. Conv. i, 8, 91; ir, 14, 127; in, 14, 63; iv, 12, 61, 89. Vulg. El. i, 17, 10. De Mon. n, 5, 17.
   Senese, cfr. Sanese.
   Senectuie, de, Titolo di una notissima opera di Cicerone: Cato major sive De senectute, citata Conv. n, 9, 49; iv, 21, 61; iv, 24, 47, 69; iv, 27, 13, 112; iv, 28, 11, ecc.
   Senettù, Senettude, Senettnte, Senetta, lat. se-nectus, Vecchiezza; secondo Dante la terza delle quattro età dell'umana vita, che si estende dal 46 al 70 anno; Canz.: « Le dolci rime d'amor, ch'io solìa, » v. 132. Conv. iv, 23, 30, 32, 92; iv, 24, 6, 30, 31, 40, 47; iv, 27, 5, 7, 8, 13, ecc.
   Senio, lat. seniuvi, Decrepitezza, o quasi; secondo Dante la quarta ed ultima età dell'umana vita, dal 70 anno sino alla morte; Conv. iv, 23, 30, 93; iv, 24, 7, 42; iv, 28, 4, ecc.
   114. — Enciclopedia dantesca.