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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1788 Semirami s
   femmina la quale dall'un de lati avea i capelli sciolti, e dall'altro composti in una treccia, la quale nella piazza di Babilonia fu elevata. E oltre a questa così laudabile operazione, molte altre ne fece degne di loda, le quali tutte bruttò e disonestò con la sua libidine. La quale ancora, secondochè l'antichità testimonia, crudelmente usò; perciocché, come alquanti dicono, quelli giovani li quali essa eleggeva al suo disonesto servigio, poiché quello aveva usato, acciocché occulto fosse, quelli faceva uccidere. Ma nondimeno quantunque essa crudelmente occultasse gli adulterj, i parti conceputi di loro non potè occultare. E sono di quegli che affermano, lei in questo scellerato servigio aver tirato il figliuolo: e acciocché alcuna delle sue femmine non gli potesse lui col suo servigio sottrarre, dicono sua invenzione essere stata quel vestimento, il quale gli uomini fra noi usano a ricoprire le parti inferiori, e di quello aver le sue femmine vestite, e ancora con chiave fermatolo. Dicono ultimamente alcuni, che avendo ella a questa disonestà richiesto il figliuolo, avendo ella già regnato trentadue anni, l'uccise. Alcuni altri dicono esser vero che il figliuolo l'uccidesse, ma non per questa cagione: anzi, o perchè esso se ne vergognasse, o perchè egli temesse non forse ella partorisse figliuolo, che con opera di lei il privasse del regno. » - Così la leggenda. E là dove Dante parla di Semiramide, e' segue la leggenda, o piuttosto si attiene a Paolo Orosio, le cui parole e' riproduce, traducendole quasi alla lettera (Oros., Hist. I, 4: «Nino mortuo, Semiramis uxor successit.... Pracipit enim ut inter parentes ac fi'iios, nulla delata reverentia natura, de conjugiis adpetendis, quod cuique libitum esset, licitum fieret »). Ma « Nino e Semiramide ormai non appartengono più alla storia. Sotto
   i loro nomi si nascondono..... le figure di Adar-Samdan e d'Istar,
   T Ercole e la Venere degli Assiri. Ctesia di Cnido ne fece due personaggi storici, raccogliendo le leggende sparse dal tempo dei re persiani in Egitto. La leggenda diceva che Nino s' era illustrato per le sue conquiste e aveva fondato un impero che comprendeva Babilonia, l'Armenia, la Media e tutt' i paesi fra l'Indo e il Mediterraneo. A lui sarebbe dovuta la fondazione di Ninive sul Tigri. Semiramide era figlia d'un mortale e della dea Darketo di Asca-lona. Un pastore trovò la fanciulla esposta e la nutrì. Crebbe, divenne assai bella e andò moglie ad un governatore di Siria che seco la condusse alla guerra. La vide Nino, la tolse al marito e ne fece la moglie sua e poi la sua erede. Semiramide fondò Babilonia, Ecbatana, Semiramocarta e Tarso. Eresse stelle di vittoria fin presso lo Jassarte dove dicesi le trovasse ancora intatte Alessandro Magno. Sottomise tutt' i paesi dell'Asia fino all'Indo, e in Africa l'Egitto e l'Etiopia. Avendo inteso che Ninia suo figlio congiurava contro di