Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (619/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (619/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1787
   Battri suoi sudditi, avvenne che fedito nella coscia d' una saetta, si morì. Per la qual cosa la donna temendo di sottomettere alla tenera età del figliuolo così grande imperio, e di tanta e così strana gente e nuovamente acquistato, pensò una mirabile malizia, estimando con quella dover poter reggere i popoli, li quali Nino ferocissimo uomo s'aveva con armi sottomessi, e alla sua obbedienza costretti. E avendo riguardo che essa in alcune cose era simile al figliuolo, e massimamente in ciò, che esso ancora non avea barba; e che nella voce puerile era simile a lei, e similmente nelle lineature del viso; estimò potere, sè, in persona del figliuolo, presentare agli eserciti del padre : e per potere meglio celare l'effigie giovanile, si coperse la testa con una mitra, la quale essi chiama-van tiara, e le braccia e le gambe si nascose con certi velamenti. E acciocché la novità dell'abito non avesse a generare alcuna ammirazione di lei in coloro che da torno le fossero, comandò a tutti che quello medesimo abito usassero. E in questa forma dicendo sè esser Ninia, sè medesima presentò agli eserciti; e così avendo acquistata real maestà, severissimamente servò la disciplina militare, e con virile animo ardì non solamente di servare l'imperio acquistato da Nino, ma ancora d'accrescerlo: e a niuna fatica, che robusto uomo debba poter soffrire, perdonando, si sottomise Etiopia, e assalì India, nella quale alcun altro mortale fuor che il marito, non era stato insino a quel tempo ardito d'entrar con arme. Ed essendole in molte cose ben succeduto del suo ardire, non dubitò di manifestarsi esser Semiramis, e non Ninia, a' suoi eserciti. Essa oltre alle predette cose, pervenuta in Babilonia antichissima città da Nembrot edificata, e veggendola in grandissima diminuzione divenuta, a quella tutte le mura riedificò di mattoni, e quelle rifece di mirabile grossezza, d'altezza e di circuito: e parendole aver molto fatto, e posto tutto il suo imperio in riposo, tutta si diede alla lascivia carnale, ogni arte usando che usar possono le femmine per piacere. E tra 1' altre volte facendosi ella con grandissima diligenza le trecce, avvenne che, avendo ella già composta 1' una, le fu raccontato che Babilonia le s' era ribellata, e venuta nella signoria d'un suo figliastro. La qual cosa ella sì impazientemente ascoltò, che lasciato stare il componimento delle sue trecce, e i pettini e gli specchi gittati via, prese subitamente l'armi: e convocati i suoi eserciti, con velocissimo corso n' andò a Babilonia, e quella assediò; nè mai dall'assedio si mosse, infino a tanto che prese l'ebbe, e rivocata sotto la sua signorìa: ed allora si fece la treccia, la quale ancora fatta non avea, quando la ribellione della città le fu detta. E questa così animosa operazione, per molte centinaia d'anni testimoniò una statua grandissima fatta di bronzo, d'una
   Semiramis