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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Scrovegni - Scudo
   usure, ma era nel fondo uomo libéralissimo e generoso. Laonde pentitosi del suo peccato andò a Roma a chiederne perdono al pontefice Benedetto XI da cui fu assolto (Antiquit. urb. Patav. 1. ni, Basii., 1560, p. 332).... Se ciò fosse vero, converrebbe presumere che Dante avesse cacciato all' inferno fra gli usurai questo Reginaldo, o perchè essendo esso di parte guelfa lo volesse porre fra le pene eterne come nemico dei ghibellini, pei quali Dante parteggiava, o sì veramente perchè credesse che il perdono accordato a quell'usu-rajo dal pontefice Benedetto XI fosse di quelli concessi per denaro dalla curia romana, contro i quali tanto scagliavasi l'ira del Poeta. Ciò sarebbe confermato dalla cronaca del Favafoschi, la quale dice, parlando di questo perdono dato a Reginaldo, et sic omnia per pe-cuniam facta sunt. - Del resto, non è da porsi gran fede nello Scar-deone, prima di tutto perchè scrittore del secolo XVI e quindi lontano di più che due secoli dal fatto, poi perchè egli dice che il pontefice perdonò a Reginaldo nel 1308, quando questi doveva già esser morto, « quando, anzi, era morto già da più anni, poiché Dante
   10 trova nell'Inferno nella primavera del 1300, epoca della visione. » - Bambgl.: « Iste fuit Unus descrovignis depadua magnus fenerator cuius insigna sunt premissa. » - An. Sei.: « Questi eh' ha la scrofa azzurra e grossa fu padovano, padre di messer Arrigo Scrofigni, anche grande usurajo. »- Lan.: « Questa armadura che è una scrofa azzurra cinta di rosso nel campo bianco è l'arme degli Scrovigni da Padoa,
   11 quali similmente sono grandissimi usurieri. »-Benv.: « Iste fuit quidam miles de Padua, qui vocatus est dominus Raynaldus de Scro-vignis, vir ditissimus in immensum. »
   Scrovegni e Scrovigni, cfr. Scrofa.
   Scudajo, lat. Scutarius, Colui che fa gli scudi; Conv. iv.
   6, 45.
   Scudiscio, lat. cutica e sentale, gr. axù-og, Sottile bacchetta ; Cam.: « Così nel mio parlar, » ecc., v. 67.
   Scudo, lat. scutum, ted. Schute, Arma difensiva che tenevano infilata nel braccio manco i guerrieri. 1. Signif. propr. Purg. xxxii, 19. Par. xxix, 114. - 2. Per cosa più in gen. che s'opponga, protegga e nasconda; Inf. xxii, 116. Purg. xxxii, 159. - 3. E perchè negli Scudi per lo più solevano dipingere le insegne della famiglia, Scudo significa anche quello Aovato o Tondo, dove son dipinte co-tali insegne, che a quella similitudine si dicevano Arme; Par, xii, 53.