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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1767
   Scrivere, latino scribere, Significare ed Esprimere le parole co' caratteri dell' alfabeto. Verbo che occorre sovente nelle opere di Dante. Nella Div. Coni, lo si trova adoperato 31 volta : 8 volte nel-l'Inf. (il, 8; in, 11; v, 137; xv, 84; xxiv, 100; xxvi, 82; xxviii, 12; xxxiv, 23), 8 volte nel Purg. (ti, 48; xix, 8; xxi, 7; xxxi, 99; xxxii, 105; xxxiii, 55, 76, 137) e 15 volte nel Par. (v, 85; vili, 120; xvi, 15; xvn, 91; xviii, 130; xix, 72, 114; xx, 30; xxiv, 25, 62, 137; xxv, 30, 53; xxix, 37, 40). Da notarsi: 1. Scrivere bene, per Dettare savii insegnamenti, buoni precetti; Par. vili, 120. - 2. Scrivere solo per cancellare, fig. per Decretare censure, per venderne poi le assoluzioni ; Par. xviii, 130. - 3. Scrivere, per euf. contrapp. al pensare, nonché al dire scrivendo ; Inf. xxiv, 23. Purg. xxxi, 99. Par. xxiv, 25. - 4. Atto materiale dello scrivere; Inf. xxiv, 100. - 5. Forma att. Purg. xxxii, 105 (dove scrive è forma antica per scriva), Purg. xxxiii, 55. - 6. Del trattare; Par. xix, 72. - 7. Scrivere un libro, in-tendesi Disporre trattazione non breve in ordine conveniente alla dimostrazione e comunicazione del vero; Inf. v, 137. - 8. Part. pass. Scritto; Inf. in, 11. Purg. n, 48; xxxiii, 76. Par. xvi, 15; xvn, 91; xxv, 53; xxix, 40.
   Scrofa, lat. scrofa, Troja; Inf. xvn, 64, dove si parla dell' arme degli Scrovegni da Padova, che era una scrofa azzurra in campo bianco. Dicono che il personaggio di cui intende parlare il Poeta fosse Reginaldo Scrovegni, usuraio famigerato. P. Salvatico, in Dante e Padova, 181 e seg.: « Questa famiglia è da contarsi fra le più antiche del patriziato padovano, perchè fin dal 1081 era ascritta al Consiglio. L'Orsato poi nella sua Storia di Padova all'anno 1106, dimostra come la famiglia Scrovegna fosse fra le più cospicue della città (p. 280). Essa comincia con un Rinaldo di cui non si assegna l'epoca, e finisce con un Ugolino morto nel 1451. Tali testimonianze valgono a confutare ciò che trovasi in alcune cronache manoscritte del secolo XVII, le quali dicono che la famiglia Scrovegna rimase di bassissima estrazione fino al 1420 in cui venne ascritta fra le nobili. Intorno alla vita e alle usure di Reginaldo variano le opinioni de'cronisti. Alcuni dicono ch'egli fu il capo stipite della sua casa, e che appartenesse a famiglia popolana, esercitò da prima il mestiere di suonatore; poi arricchitosi si pose a fare 1' usurajo. Ciò è provato falso e da quanto fu già esposto qui sopra e dal fatto stesso che vien accennato da Dante, come cioè lo Scrovegno tenesse al collo uno di quei sacchetti che usavano portare al fianco i nobili con la loro arma, che rispetto agli Scrovegni era appunto una scrofa azzurra e grossa. Se badiamo allo Scardeone questo Riginaldo si dette sì al brutto mestiere delle