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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Scotto, Michele
1768
Scotto, Michele, di nazione scozzese, celebre medico ed astrologo, il quale visse nella corte dell'imperatore Federico II e morì dopo il 1290. Dettò un commento sopra Aristotele e diversi lavori di filosofia, astrologia ed alchimia. Lo si credeva un mago per la quale, onde il nome suo è anche oggigiorno popolare nella Scozia. Dante lo pone tra gl'indovini nella quarta bolgia, Inf. xx, 116. Il Villani (x, 104 e 140) rammenta una di lui profezia concernente Can Grande della Scala, ed altrove (xir, 19) racconta: « Il grande filosofo maestro Michele Scotto, quando fu domandato anticamente (dinanzi la sconfitta di Montaperti) della disposizione di Firenze.... disse in brieve motto in latino: Non diu stabit stolida Florentia fiorumi ; Decidet in faetidum, dissimulata vivet, cioè in volgare: Non lungo tempo la sciocca Firenze fiorirà; cadrà in luogo brutto e dissimulando vivrà; » ed allude di nuovo a questa profezia xii, 92. Di lui Boccaccio (Decam. vili, 9): « In questa città fu un gran maestro in nigromanzia, il quale ebbe nome Michele Scotto, per ciò che di Scozia era, e da molti gentili uomini, de' quali pochi oggi son vivi, ricevette grandissimo onore.... » I commentatori antichi: Bambgl.: « Iste Michael Scottus fuit valde peritus in magicis artibus et scientia auguri qui temporibus suis (stette in molte ho-norate cliorti e) potissime stetit in curia Federici Imperatoris. »-An. Sei.: « Michele Scotto fu di Scozia grande maestro d'arte magica, e insegnonne tanto agli Scotti, che anche non fanno passo che arte magica non seguiscano. E insegnò loro portare calze bianche e gonelle con maniche cucite insieme. »- Iac. Dant.: « Maestro Michelle di Scozia, il quale di chotale maestria fu molto ecielente. » - Lan.: «Michele Scotto fu indovino dell'Imperatore Federico; ebbe molto per mano l'arte magica, sì la parte delle coniurazioni come eziandìo quella delle imagini; del quale si ragiona ch'essendo in Bologna, e usando con gentili uomini e cavalieri, e mangiando come s'usa tra essi in brigata a casa l'uno dell'altro, quando venia la volta a lui d'apparecchiare, mai non facea fare alcuna cosa di cucina in casa, ma avea spiriti a suo comandamento, che li facea levare lo lesso dalla cucina dello re di Francia, lo rosto di quella del re d'Inghilterra, le tramesse di quella del re di Cicilia, lo pane d'un luogo, e '1 vino d'un altro, confetti e frutta là onde li piacea; e queste vivande dava alla sua brigata, poi dopo pasto li contava: del lesso lo re di Francia fu nostro oste, del rosto quel d'Inghilterra, ecc. »- Ott. : «Questi usò in quest'arte magica, massimamente al tempo dello imperadore Federigo secondo. » - Petr. Dant., Cass., ecc. non aggiungono nulla al già detto da altri. - Falso Bocc. lo dice « valente in astrologia, e in grammatica e altre iscienzie assai. »- Benv.: « Hic fuit Michael Scottus, famosus astrologus Fe-