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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Sapìa
1737
Sapìa, nome di una gentildonna da Siena, di famiglia incerta, moglie, come dicono, di Ghinibaldo Saracini signore di Castiglion-cello presso Montereggioni (cfr. Repetti, i, 591. Bassernann, 135 e seg.). Dante la pone tra gl'invidiosi, Purg. xiii, 109. - Lan.: « Fue invidiosissima persona, e contasi d'essa ch'ella stette suso una torre a Colle di Val d' Elsa quando i senesi furono sconfìtti dai fiorentini; e quando vide essere rotti li sanesi, drizzoe la faccia al cielo e disse: Or mi faccia Iddio il peggio che può, ch'io pur ho veduto quello che m'è di grande allegrezza; e ornai più non ti temo, Dio, poich'io ho veduto quello ch'io desiderava. »- Petr. Dant.: « De Provincianis de Senis. » - Cass.: « Fuit uxor domini Cyni, militis de Pigozo de Senis. » - Falso Bocc. : « Fu d'una famiglia chiamati i Salvani. Costei fu sopra tutti gli altri invidiosi di Siena, e allegra d'ogni male che in altrui vedea, intanto eh'essendo i sanesi iti una volta a oste a Colle di Yaldelsa in sul contado di Firenze, in brieve i Sanesi vi furono isconfitti e morti, e fu morto in questa isconfitta messer Provenzano Salvani, il consorto di costei e gran nimico de' Fiorentini. Era questi signor di Siena e capo di parte ghibellina, e teneva costui un diavolo nell'ampolla, il quale gli diceva le cose voleva sapere. Quando venne questo ad andare a quest'oste egli il domandò in questa forma: Andrai combatterai vincerai no morrai e la tua testa sarà la più alta testa di tutto il campo. E così gl'incontro, chè fu preso e fugli tagliata la testa e fitta in su una lancia e portata per tutto il campo. La novella giunta in Siena, come essi erano istati isconfitti, e per questo Sa-pia istando alla finestra e udendo come messer Provenzano e la sconfitta de' Sanesi, con risa e allegrezza levò le mani al cielo, dicendo: 0 Dio, fa ornai di me ciò che tu vuogli, poi ch'io ho questa allegrezza, ecc. » - Benv.: « Erat enim Sapia nobilis domina de illis de Bigotio [vel maritata in illa domo], quod est unum castellum in territorio Senarum longe a Colle de Valdelsse forte per quatuor milliaria, quse nimis oderat populum senensem, sicut Zanganella populum fìorentinum. E hoc ideo, quia invidebat populo diu fiorenti et diu victori. » - Buti: « Questa fu una donna senese, gentile donna, la quale vedendo male trattare li suoi da' Senesi e stando in contado, perchè bene non potea stare ne la città che v' era sospetta; combattendo li Fiorentini a Colle di Valdelsa coi Senesi, vedendo la battallia di su una torre u'eli'era, e vedendo sconfitti li Senesi dai Fiorentini, presene grandissima allegrezza dicendo: Ingiù mai mi faccia Iddio lo peggio ch'elli può, ch'io non temo, perch'io ho veduto quello che sommamente desiderava. »-Gli altri antichi non aggiungono veruna notizia degna di menzione. - Aqua-rone, Dante in Siena, 127 e seg.: « Meno forse che negli astii par-