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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
San Miniato, San lazzaro -Sannella, Della 1729
posta nel ducato di Montefeltro. « Giace sopra un erto e scosceso colle ove si ascende con disagio a cavallo, per una sol via. Nella guerra dei Goti era già sul rango di munito castello, perchè Vi-tige vi pose guarnigione quando da Belisario venne incalzato verso Ravenna. Famoso è l'assedio che vi sostenne per due anni Berengario II re d'Italia che vi si era rinchiuso co'suoi fidi; quivi fu raggiunto dalla regina Villa sua consorte dopo la capitolazione dell'isola Giulia nel lago d'Orta, e se lo stremo della fame non li avesse astretti ad abbandonarsi alla generosità dell'assediante Ottone I era questi in sul punto di ritirare le sue truppe. I duchi d'Urbino ebbero sempre in gran conto questa città. » Loria, p. 510; cfr. Basserjiann, p. 84 e seg. Pareto, in Dante e il suo secolo, p. 553 e seg. Sanlèo è nominata Purg iv, 25.
San Miniato, San Ka/zaro, cfr. Miniato, Nazzaro.
Sauna, lo stesso che Sana, Scana e Zanna, di che è altra forma; Inf. vi, 23; xxii, 56. Cfr. Sana.
Sannella, Isella, Nome di un' antica nobile Famiglia di Firenze; Par. xvi, 92. - Lord Vernon, Inf. voi. n, p. 573 e seg.: « Principali possessi della famiglia furono i castelli di'Colle, di Castra e di Limite posti non lungi da Empoli ; ai quali aggiungono alcuni quello di Gavignano non meno che la popolosa terra di Montaione. Il Gamurrini ne fa risalire l'origine alla metà del secolo X; ma non volendo giurare sulle parole di questo non troppo accurato scrittore io mi limito a dire che la famiglia era già in Firenze e potente dopo la metà del duodecimo. Infatti Rinieri di Simonetto della Sannella tenne il consolato della città nel 1201, e vedesi rammentato nel decreto per cui furono concessi alcuni privilegi a certi abitanti di S. Donato in Poci che aveano potentemente soccorso il nostro Comune nella espugnazione di Semifonte. Più tardi veggonsi i della Sannella tra i Ghibellini; motivo questo per cui tutti ebbero condanna di esilio nel 1268, e primo dei suoi Bartolo di messere Uguccione. Tornarono in Firenze quando cominciarono ad affievolirsi le ire di parte, ma vi ritornarono cangiando cognome, e celandosi sotto quello di Siminetti, preso dal nome proprio del capostipite di quei che allora vivevano. Perciò a ser Giovanni di Bonapresa, che esercitava il notariato, riusci di aprire ai suoi la via delle magistrature dopo che il reggimento fu riformato a democrazia, avvegnaché conseguì per sei volte il Priorato e per due la suprema dignità di Gonfaloniere della Giustizia. Questo ser Giovanni fu uomo di molto conto, perchè nel 1296 fu mandato oratore ai Senesi per chiedere soccorso di denari, poi fu