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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1720
Salimbeni
riero nomato appunto Salimbene, andato a combattere in Palestina coi crocesignati toscani, nel 1098, fece prodigi di valore all'assedio di Antiochia; della quale città fu poi eletto patriarca per volere di Urbano II. Per mostrare quanto fosse potente dirò soltanto, che, oltre il dominio di Chiusi, che per non molto tempo ritenne, ebbe a sè soggette diciannove tra le principali castella del territorio senese; tra le quali era Castel delle Selve, che era particolar patrimonio di Niccolò di messer Giovanni, di quello cioè che, secondo alcuni commentatori, fu il capo della Brigata godereccia di Siena, ed è ricordato da Dante (Inf., 1. c.). - I Salimbeni furono ghibellini quando il mal seme delle fazioni prese piede tra noi; ma poi diventarono guelfi nel 1159 alloraquando si trovarono costretti a prendere le difese di papa Alessandro III loro congiunto contro i seguaci di Vittorio IV antipapa. Da quell'epoca appunto cominciano le loro famose rivalità coi Tolomei, le quali furon forse cagione d'impedirsi scambievolmente di carpire la tirannia della patria. Nelle prime lotte la fortuna delle armi arrise ai Tolomei, i quali cacciarono gli avversarii da Siena, dove non poterono tornare fino alla pace del 1199. Erano appena decorsi otto anni, che le due rivali famiglie erano di nuovo armate l'una contro dell'altra; ma questa volta fu la vittoria per i Salimbeni. I quali per altro non lungamente poterono menarne vanto, perchè rotti in battaglia presso Ansedonia nel 1210, furono costretti ad esulare di nuovo; ma non domi per questo, fecero disperata guerra ai Senesi, che soltanto cessò nel 1232, quando il cardinale Colonna, fattosi mediatore, compose in momentanea ed effimera pace le parti. E dissi effimera, perchè nel 1244 i Salimbeni erano esuli per la terza volta, e spirando vendetta rubavano, ardevano, uccidevano con ferocissima rabbia nel territorio di Siena; ed è memorabile nelle storie l'accanimento con cui si difesero in Montalcino nel 1252. Rimessi in patria dai Fiorentini poco vi stettero, perchè i Tolomei ne li cacciarono nel 1256; anzi dopo la battaglia di Montaperti, nel 1260, avendo anch'essi combattuto nelle vinte schiere dei guelfi, ebbero bando di ribellione, sdrucite ed arse le case, aggiudicati al pubblico i beni. Il tempo della loro felicità cominciò nel 1266 dopo la morte del re Manfredi a Benevento, perciocché rientrati in Siena coi Guelfi, si fecero talmente preponderanti in Comune, da dovere essere considerati quasi arbitri assoluti della repubblica. Non dirò delle vendette orribili dei Salimbeni contro dei Tolomei, non della disperata resistenza di questi, non della nuova scissura, che i primi ebbero coi Malavolti nel 1297 e che non poco insanguinò la città. Dovere d'istorico vuol peraltro ch'io dica, che nel 1307, per essersi i Tolomei accostati alla fazione dei Guelfi, tanto potè l'odio dei