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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Romanzo • Romeo
   Romanzo, prov. e frane, ant. romans, spagn.romance, dalbasso lat. romancium (cfr. Diez, Wòrt. i3, 356), Storia favolosa, anticamente sempre in versi, oggigiorno di solito in prosa. I primi libri di tal genere furono dettati in lingua romanza, cioè volgare, onde il nome; Purg. xxvi, 118.
   Bombo, spagn. rumbo, portog. rumbo e rumo, frane, rumb, secondo alcuni dal gr. £op,óg, secondo altri dal lat. rhombus (cfr. Diez, Wòrt. i3, 357), Romore, o Suono, che fanno le pecchie, calabroni, o simili animali, ed anche gli uccelli colle ali; Inf. xvi, 3.
   Romena, Nome di un villaggio che giace sopra un colle del Casentino, nel quale al tempo di Dante eravi un castello che apparteneva ai conti Guidi di Modigliana, di cui se ne vedono ancora gli avanzi (cfr. Loria, 354 e seg. Bassermann, 36, 38, 40, 41, 80). È nominata Inf. xxx, 73.
   Romena, Alessandro da, cfr. Alessandro § 4.
   Romeo, frane, ant. romier, romieu e romieux, Pellegrino che va a Roma; Vit. N. xli, 34.
   Romeo, Personaggio che appartiene nello stesso tempo alla storia ed alla leggenda. Secondo la storia Romeo è nome propr. di Rome'e o Romieu di Yillanova, nato verso il 1170, primo ministro, connestabile e gran siniscalco di Raimondo Berengario IY conte di Provenza. Dopo la morte del conte avvenuta nel 1245, Romeo rimase amministratore della Provenza e tutore di Beatrice, quarta figlia di Raimondo, la quale egli maritò a Carlo d'Angiò. Romeo morì in Provenza nel 1250 in età di circa ottant'anni. Non fu nè povero nè romita, nè abbandonò mai la Corte per andar peregrinando. Cfr. Raynouard, nel Journal des savants, 1825, p. 294 e seg. Bou-che, Hist. de Provence, ir, 242-264. Vaissette, Hist. dii Langue-doc, lib. xxv, c. 91-92. Com. Lips. in, 154. Ma là dove Dante parla di Romeo, Par. vi, 127-142, egli si attiene alla tradizione, la quale sin dai suoi tempi aveva oscurato e quasi fatto dimenticare la storia. Questa tradizione è narrata come storia dal cronista G. Villani (vi, 90) nel modo seguente : « Il conte Raimondo fu gentile signore di legnaggio, e fu d'una progenie di que'della casa d'Ara^na, e di quella del conte di Tolosa..., Arrivò in sua corte un romeo che tornava da San Iacopo, e udendo la bontà del conte Raimondo, ristette in sua corte, e fu sì savio e valoroso, e venne tanto in grazia al conte, che di tutto il fece maestro e guidatore; il quale sempre in abito onesto e religioso si mantenne, e in poco tempo per sua in-