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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1692
   Roberto Guiscardo - Rocco
   Roberto Guiscardo, cfr. Guiscardo, Roberto.
   Roboain, ebr. D^Dm, clic vale Aumentatore del popolo, affine
   r : — :
   al gr. Eùpuo/;,i,os, gr. Topoàp,, lat. Roboam, figliuolo di Salomone re d'Israele, le cui superbe parole furono l'origine della divisione dell'un regno nei due: di Giuda, del quale rimase re, e d'Israele, o delle dieci tribù, il cui primo re fu Geroboamo. Di Roboamo cfr. Lib. Ili Regum, cap. xii, 1 e seg.; xiv, 21 e seg. II Cron. x, 1 e seg. È ricordato come esempio di superbia punita Purg. xii, 46 e seg., nel qual luogo si allude alle parole del racconto biblico, III Reg. xn, 18: « Porro rex Koboam festinus ascendit currum, et fugit in Ie-rusalem. »
   Robusto, dal lat.robustus, Gagliardo, Vigoroso: detto di piante; Purg. xxxi, 71 ; xxxii, 46.
   Rocca e Roccia, prov. e port. roca, roclia, spagn. roca, frane. roche; etimol. dubbia. Nel basso lat. trovasi pure rocca, che i più derivano dal lat. rupes. Cfr. Diez, Wòrt. i3, 354 e seg.; Cittadella, Fortezza, propriamente posta sull'alto di un colle o monte. Nel Par. questa voce è adoperata una sola volta (vi, 51); nelle altre due Cantiche abbiamo due volte rocca (Inf. xvii, 134 e Purg. xxxii, 148) e tredici volte roccia (Inf. vii, 6; xii, 8, 36, 44 ;xvm, 16; xxin,45; xxxii, 3. Purg. in, 47; x, 52; xii, 97; xix, 68; xx, 5; xxii, 137); dunque rocca una volta nell'In/-, ed una nel Purg., roccia sei volte nell'Inf. e sei nel Purg., simmetria che non è forse da attribuirsi al caso. -I. Rocca: 1. Signif. propr. Purg. xxxii, 148.-2. Usato invece di roccia; Inf. xvii, 134.-II. Roccia, vale Balza scoscesa, Rupe, Luogo dirupato, ecc. Vedi i passi relativi (12 -f- l) qui sopra.
   Rocca, pronunziato coll'o stretto, spagn. rueca, portog. roca, dall'ant. ted. rocco (cfr. Diez, Wòrt. i3, 355), Strumento di canna, o sim., sopra il quale le donne pongono lana, o lino, o altra materia da filare; Par. xv, 124.
   Rocchio, basso lat. roccum, Pezzo di legno, o di sasso, o di simil materia, il quale non ecceda una certa grandezza, spiccato dal tronco, e di figura che tiri al cilindrico-, Inf. xx, 25; xxvi, 17.
   Rocco, Bastone ritorto in cima (simile ad una di quelle figure, fatta a guisa di rocce, colle quali si giuoca a scacchi), che si porta da vescovi, altrimenti detto Pastorale; Purg. xxiv, 30. Il senso di questa voce è del resto disputabile, tanto che il Portir. si lasciò andare a scrivere (n, 307): « Quanti sono gl'interpreti di Dante, tanti sono quasi i pareri diversi sull'intelligenza del vocabolo rocco. »