Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (523/1033) Pagina
Pagina (523/1033)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Rivolvere-Roberto II
1691
Rivolvere, cfr. Rivolgere.
Roba, prov. rauba, spagli, e portog. aut. rouba, frane, robe, dal ted. ant. roub, ted. mod. raub (cfr. Diez, Wòrt. i3, 354); Nome generalissimo, clic comprende beni mobili, immobili, merci, viveri, e sim. 1. Per Foraggio; Inf. xxiv, 7.-2. E por Vettovaglia, Cibo, Ciò che è uopo al vivere; Purg. xiii, 61.
Robbio, lat. rubens e robus, Di colore rosso; Par. xiv, 94.-Lan., Ott., Petr. JDant., ecc., non danno veruna interpretazione della voce, forse perchè ai loro tempi essa era ancora dell'uso. - Cass.: « robbi i. rubei. » - Benv. : « Bobbi, idest, rubei, ita quod ili® linese erant conformes pianeta in splendore et rubore. » - Buti: « Rossi, di colore di fuoco. - Land. : « Sì rossi. » - Veli.: : « Con tanto rossore. » -Dan.: « Robbi, rubei alla Latina, cioè rossi. » - Veni.: « Rossi. Voce strana Dantesca da robbio: robbi da rob significa sugo da i frutti spremuto, e rappresso. » - Uosa Morando : « Non è voce strana Dantesca, ma Latina, e vien da rubeus, o per dir meglio da robeus.»-Biag.: « Robbi, rossi, scende dal prov. rob.» - Betti: « Bobbi, dal provenzale rob. » - Monti: « Dal latino rubeus. » - Cfr. Diez, Wort. i3, 356 s. v. roggio.
Roberto X; Roberto, primo di questo nome, figlio di Ugo Ca-peto re di Francia, al quale successe nel regno l'anno 996, e regnò sino al 1031. Fu soprannominato il Savio, e più comunemente il Pio, per essersi dedicato alla scienza e per essere stato assai religioso ed avere edificate molte chiese, mentre del resto fu un dappoco. Mori il 20 luglio 1031. Cfr. Pfister, Études sur le règne de Bobert le Pieux, Par., 1885. E ricordato come capostipite dei Ca-petingi, ma non nominato; Par. xx, 58 e seg.
Roberto SI; Roberto I d'Angiò, terzogenito di Carlo II Re di Puglia, nato verso il 1275, successe al padre nel regno l'anno 1309, fu incoronato in Avignone il 5 agosto del medesimo anno e mori a Napoli il 19 gennaio 1343. Di lui. G. Vill., Cron. xn, 10: «Questo re Ruberto fu il più savio re che fosse tra' cristiani già sono cinquecento anni, e di senno naturale e di scienzia, come grandissimo maestro in teologia, e sommo filosofo, e fu dolce signore e amorevole, e amichissimo del nostro comune di Firenze, e fu di tutte le virtù dotato; se non che poi che cominciò a invecchiare l'avarizia il guastava, e in più guise si stremava per la guerra cli'avea per l'acquistare la Cicilia, ma non bastava a tanto signore e così savio com'era in altre cose. » Diversamente ne giudica Dante, il quale parla di lui senza nominarlo Par. vili, 76-84 e 147. Cfr. Com.. Lips. in, 199 e seg., 210. Vedi pure l'art. Catalogna.