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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1666
Rilegare - Rimanere
Rilegare e Relegare, dal lat. relegare, Esulare, Confinare;
Purg. xxi, 18. Par. ni, 30.
Rilevare, dal lat. relevare, Levare, Alzare di nuovo, e talora semplicemente Levar su, Rizzare. 1. Detto del pensiero; Vit. N. xxxvnr, 10.-2. Senso mor. Par. vii, 111.-3. Per Cavar la parola dalla testura de' caratteri, ed anche Descrivere con parole ciò che si è veduto; Par. xviii, 85. - 4. Per Importare, Giovare, Montare; Par. xxx, 123. - 5. Neut. pass, per Rizzarsi, Rimettersi in piedi; Par. xiv, 83. - 6. Rilevarsi, fig. Risorgere moralm. Par. vii, 116.
Rilucente, Part. pres. di rilucere, Che riluce. Detto di bellezza umana; Par. xxxi, 119.
Rilucere, dal lat. relucere, Avere in sè e mandar fuori luce, Risplendere. 1. Signif. propr. Purg. xviii, 110; xxvii, 133.-2. E per simil. Par. xxii, 43.
Rima, gr. puSjicg, lat. rhythmus, per facilità di pronunzia frammessavi la vocale Ritimo, e per anal. fattone Ritivia, e poi contratto : Consonanza o Armonia procedente dalla medesima terminazione di parole poste tra loro poco lontane. Dante definisce (Conv. iv, 2, 77 e seg.): « Rima si può doppiamente considerare, cioè largamente e strettamente. Strettamente s'intende per quella concordanza che nell'ultima e penultima sillaba far si suole; largamente s'intende per tutto quello parlare che con numero e tempo regolato in rimato consonanze cade. »-Nella Div. Com. la voce trovasi adoperata non più di sei volte, 2 neWInf. (xm, 48; xxxii, 1) e 4 nel Purg. (xxiv, 50; xxvi, 99; xxvm, 18; xxix, 98); più sovente nelle Opp. min.; così nella Vit. N. 8 volte (ni, 32; v, 20; xii, 39; xxi, 1; xxiv, 31 ; xxv, 22, 37, 46), e di spesso nelle Liriche, nel Conv., ecc. Da notarsi : 1. Rima, per Verso, Composizione in versi; Purg. xxiv, 50.-2. Per simil. detto del canto degli uccelli ; Purg. xxvm, 18. - 3. Rime, per Gl'interi componimenti, che così dicesi Versi altresì; Purg. xxvi, 99. - 4. Per abuso, accennando a quel che Virgilio narra di Polidoro sepolto che dalla terra manda voce di pianto; Inf. xiii, 48. -5. Dicitori per rima, vale Poeti ; Vit. N. xxv, 37, 46.
Rimanente, da rimanere, usato in forza di sost., per Ciò che rimane di vita; lat. « Quod reliqui est; » Inf. xxvi, 115.
Rimanere, dal lat. remanere, Restare, Stare. Nelle diverse sue forme il verbo Rimanere è adoperato nella Div. Com 65 volte, 18 nell'In/, (vili, 34, 38, 92, 110, 116; xm, 147, 149; xv, 77; xviii,