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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1652
Ribellante - Riccardo
Ribellante, lat. rebelìans, rebellantis, Part. pres. di ribellare, Che fa partire altrui dall'obbedienza del Principe, o della Repubblica, e lo solleva lor contro, Che si parte dall'ubbidienza. Usato fig. Inf. I, 125.
Ribelle, Ribello, Rnbello, lat. rebellis, Che si è ribellato, Che sta in ribellione; Inf. ili, 38; xxviii, 136.
Ribrezzo, Riprezzo, da brezza (? cfr. Diez, Wòrt. i3, 84); suono imitativo, e rammenta il lat. Obrigere, Arrigere, Arreclus, Fremito, Raccapriccio. E dicevano in antico Riprezzo, quasi impressione reprimente i naturali movimenti. Yale Moto di repulsione, o corporeo, o che dall'anima si estende al corpo per l'impressione d'oggetto che offenda i sensi e l'immaginazione. 1. Senso corp., che rammenta anche Brezza-, come dicesi, più moralm., che Una cosa fa freddo ; Inf. xvii, 85. - 2. Per simil. Subito tremore, Orrore, Spavento; Inf. xxxn, 71.
Ricadere, lat. recidere e recidivare : 1. Cader di nuovo, Ricascare; Inf. x, 72. -2. Per Pendere; Purg. xxx, 30.
Ricalcitrare, Recalcitrare, lat. recalcitrare, propriamente il Resistere che fa il cavallo, o sim., alla voglia di chi lo guida, tirando calci. Trasl. per Opporsi, Far resistenza; Inf. ìx, 94.
Riccardo, quel Riccardo, nominato insieme con Isidoro e Beda, Par. x, 131, è Riccardo da San Vittore, soprannominato il Magnus Contemplator, celebre teologo e scrittore mistico del sec. XII, sulla cui vita non si hanno che scarse notizie. Fu di nazione scozzese ed entrò giovinetto nel monastero di San Vittore a Parigi, dove ebbe a maestro il dotto Ugo da San Vittore. Nel 1159 fu eletto Sottopriore, e nel 1162 priore del monastero. Durante il suo priorato lottò più anni contro l'amministrazione e la vita tut-t'altro che edificante dell'abate Ervisio, cui finalmente gli riuscì di far deporre ed allontanare dal monastero. Riccardo fu molto amico di San Bernardo, al quale dedicò parecchie delle sue opere. Morì verso l'anno 1173. Dettò diverse opere morali (De statu interioris hominis, De eruditione interioris hominis, De exterminatione mali et promotione boni, De differentia peccati mortalis et venialis, ecc.), dommatiche (De verbo incarnato, dove, seguendo S. Agostino, il peccato di Adamo è detto felix culpa, perchè senza esso il Verbo divino non sarebbe stato fatto carne; tre libri De Emmanuele, contro i Giudei; sei libri De trinitate; un trattato De tribus appropriatis personis in trinitate, ecc.) e mistiche (cinque libri De gratia con-