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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1645
ceneri, il sangue, le vestimenta, ecc., e clie rispettosamente si conserva per onorare la sua memoria; Purg. xii, 60, nel qual luogo le relique del martiro vale 11 corpo di Oloferne privo del capo; cfr. Lib. Iudith. xiv, 4, 16. Per altro il significato della locuzione è controverso, i più intendendo degli Assirii morti sul campo di battaglia, altri della testa di Oloferne, portata dagli Ebrei sovra un'asta. Lan.: « Li corpi morti di quelli Assirii, cioè d'Assiria, dond'era Nabucodònosor re. » - Benv. : « Occisiones militum suorum, et laceram fugam.» - Buti: « Lo capo d'Oloferne in su l'asta portato da' Iudei. »-An. Fior. : « Quella testa. » - Serrav. : « Reliquie martirii sunt trun-cus et caput.» - Veli. .-«La grande strage che gli Assirii riceverono in questa rotta. »- Dan.: « Le morti et uccisioni di essi Assirii. » -Vent.: « La gran strage, che dagli Ebrei si fe' degli Assirii dopo l'uccisione del condottiere nella loro scompigliata fuga. » - Lomb.: « 11 resto della battuta, l'inseguire cioè che fecero gli Ebrei il fuggitivo esercito. » - Port.: « 11 resto del fuggitivo esercito di Oloferne.»-Biag.: « La grande strage che degli Assirii fecero gli Ebrei. » -Tomm.: « Avanzi della strage. » - Br. B.: « Le tracce del macello degli Assirii fatto nella loro fuga. » - Frat. : « Il resto di quella sconfitta; cioè, la gran strago che gli Ebrei fecero degli Assirii quando, morto il superbo Oloferne, ne trucidaron l'esercito sgominato. » - Nel libro di Iudith, xiv, 15, si legge : « Ecce enim Holo-fernes jacet in terra, et caput ejus non est in ilio. » Queste sono le reliquie del martiro.
Remaiiere, cfr. Rimanere.
Remedio, cfr. rimedio.
Remedio d'Amore, lat. Remedium Amoris, o veramente Remedia Amoris, titolo di un poema di Ovidio in un libro (la divisione in due libri è falsa), nel quale si tratta dei mezzi da liberarsi della passione d'Amore. Questo poema ovidiano è citato da Dante una sola volta, Vit. N. xxv, 67.
Remo, dal lat. remus, Arnese di legno, col quale i rematori spingono per l'acqua i navigli. Usato tanto nel propr. quanto flg. Inf. in, 111; xxi, 14; xxvi, 125. Purg. il, 32; xii, 5; xvn, 87. Par. xxv, 134.
Remoto e Rimoto, dal lat. remotus, Lontano, Allontanato, Tolto via, e sim. Inf. xxxiv, 127. Purg. vii, 46; xxxn, 111. Par. i, 66; lì, 48; vii, 87; xi, 127; XX, 130; xxvni, 51; xxxi, 115.