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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Ile di Roma-Renio
   1635
   Trovasi citato I, cap. x, De Mon. Tir, 6, 3; xv, 23. Mon. ni, 6, 4 cfr. ibid. n, 8, 40.1 Bey. xvir. De Mon. n, 10, 60. Ili Bey. in, 4 e seg. Conv. iv, 27, 46.
   Re «li Roma, « li sette regi che prima la governarono, Romolo, Numa, Tulio, Anco Marcio, Servio Tullio e li re Tarquinj che furono quasi balj e tutori della sua puerizia; » Conv. iv, 5, 66 e seg.
   Re che assiser Tebe, Capaneo, Adrasto suo suocero, Tideo, Ippodemonte, Anfiarao, Partenopeo e Polinice; Dif. xiv, 68, 69.
   Re militari, propr. « Epitoma institutionum rei militaris » è il titolo di un'opera divisa in quattro libri di Flavio Renato Ve-gezio (ediz. critica del Lang, Lips., 1885), citata De Mon. n, 10,15.
   Rea, lat. Bhea, gr. 'Péa, Ts£a, detta anche Cibele (lat, Cybele, gr. KopéXvj), secondo la mitologia figliuola di Urano e di Gaia, moglie di Saturno e madre degli Dei olimpici. Sapendo che un suo figlio lo avrebbe un dì deposto dal trono, Saturno aveva stabilito di mangiarsi tutti i figli maschi che Rea gli partorirebbe; ma Rea seppe salvarli, dando al marito delle pietre fasciate in luogo dei figliuoli. L'uno dei quali, Giove, fu allevato nel monte Ida in Creta dai sacerdoti Coribanti, i quali, se il bambino piangeva, alzavano strida, affinchè Saturno non udisse la voce del figlio, e dalla capra Amaltea che lo nutrì del suo latte. Rea è nominata Inf. xiv, 100 per aver nascosto Giove nella montagna Ida. Cfr. Virg., Aen. tir, 111 e seg.
   Reale e Regale, dal lat. regalis: 1. Da re, Che tiene del re; Inf. xvm, 85. - 2. Beale valeva Di re e Da re, Degno di re, quali i migliori re sono o furono, o fu finto che fossero, o quali dovrebbero o possono essere. In questo senso Par. xiii, 104.-3. Aggiunto di varie cose, denota le maggiori nelle spezie loro, onde real manto di tutti i volumi è detto il Cielo empireo che quasi manto regale involge tutti i cieli (così Costa, Andr., Bennas., ecc.), o meglio forse II nono cielo, ossia il Primo Mobile, che serve di manto a tutti i cieli inferiori (così Dan., Ott., Petr. Dant., Cass., Benv., Buti, An. Fior., Serrav., Land., Dan., Veli., Dol., Vent., Lomb. e quasi tutti i moderni); Par. xxiii, 112.-4. Fiume reale è secondo i più l'Arno, chiamato Fiume reale anche dal Villani, i, 43; secondo Benv. sarebbe invece l'Archiano ; Purg. v, 122. 11 Buti: « Chiamano li Poeti fiumi reali quelli che fanno capo in mare, come fa l'Arno; 1' altri no. »
   104. — Enciclopedia dantesca.