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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Rancura-Rapido
   l'oriente era di chiarezza diventato giallo, ovvero rancio. »-Benv.: « Obumbratre, idest citrinre. Et enim citrinus, idest giallus rubeo colore permixtus, quasi dicat: gena) aurora quse fuerant primo albte, postea rubere, nunc fiebant subruffe. » - Così intendono i più. Invece Land.: « Le gote bianche et vermiglie dell'Aurora, cioè quelli due colori i quali appariscon nell' aria innanzi che il Sole sia al tutto scoperto, erano diventati ranci, vieti et vecchi, cioè erano spariti. »-Veli.: « Viete et vecchie per troppa etate. Et è similitudine dalle cose che si guastano, quando per esser troppo invecchite, hanno perduto il suo buono et naturai sapore, e che diciamo Saper di rancio, o che sono divenute rance, poiché sì come queste perdono per troppa etate il lor buon sapore, così le guance dell'Aurora, uscendo fuori il Sole dell'orizzonte, perdono per troppa etate il suo bel colore.» Cfr. Boccaccio, Decam., 6. ili, introd., al princ.
   Rancnra, frane, rancune, dal lat. rancor, Affanno, Doglianza, Compassione; Purg. x, 133.
   Rancurare, verbo neut. ass. Dolersi, Attristarsi, Rammaricarsi; Inf. xxvii, 129.
   Randa, dal ted. Band, Orlo, Margine, onde A randa a randa per Rasente al basso d'un luogo rilevato; Inf. xiv, 12.
   Rannicchiare, da nicchio (cfr. Diez, Wòrt. i3, 288), Raccogliersi tutto in un gruppo a guisa di nicchio; Purg. x, 11G.
   Ranocchio, dal lat. ranunciilus, Rana, Ranocchia ; Inf. xxii, 26.
   Rapace, dal lat. rapace, rapacis, Che rapisce, Che toglie a violenza; Inf. xix, 3. Par. xxvii, 55.
   Rapere, dal lat. rapere, Tirare, Volgere, Trascinare; Par. xxvm, 70.
   Rapliel, cfr. Rafel,
   Rapido, dal lat. rapidus, Velocissimo, Prestissimo; e vale anche Rapace, Avido; Purg. xxvii, 77, nel qual luogo Dante riproduce il virgiliano: «Ut clausis rapidus fornacibus ignis; » Georg. iv, 263. -Buti: « Rapaci, quando si pascevano.»-L. Vent., Simil., 413:«Que-sta voce in molti casi comprende due sensi: di velocità e di rapacità; e qui ha l'uno e l'altro. » - Acquaticci, Gemme, p. 75: «Rapide, rapaci. »