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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Ragionante - Ragione
1623
si ragiona; Vii. N. xv, 3; xxv, 73.-2. L'atto del parlare a fine di far chiara altrui la veritą con deduzione di principii che rendano ragione de'fatti, e con fatti dei quali essi principii vengono confermati; Purg. xvm, 1. - 3. Non dimostrazione dottrinale, ma esposizione di fatti; Inf. xx, 100.-4. Semplice colloquio ; Inf. xvii, 40.
Ragionante, Part. pres. di ragionare, Che ragiona; Conv. iv, 1, 2.
Ragionare, lat. ratiocinari, Giudicare, Argomentare servendosi della propria ragione, Discorrere, Parlare, Dire, ecc. Verbo adoperato assai di spesso nelle opere di Dante. Occorre nella Div. Com. 28 volte: 5 neWInf. (n, 36, 115; in, 51; iv, 07; xm, 57), 14 nel Purg. (n, 112; xm, 11, 132; xiv, 8; xvi, 120; xvii, 138; xvm, 67, 120; xix, 138; xx, 121; xxii, 21, 104; xxiv, 2; xxvii, 53) e 9 volte nel Par. (in, 35; vii, 34; xll, 32; xvi, 45; xviii, 27; xix, 71; xx, 50; xxvi, 6, 21). Nelle Opp. min. questo verbo č adoperato pił sovente ancora, per es. nella sola Vit. N. 25 volte (v, 18; ix, 22; x, 5; xii, 30, 33, 43, 60, 95; xm, 28; xiv, 72; xvi, 23, 32; xix, 17; xxu, 28; xxiii, 104; xxvi, 1; xxxii, 5, 10, 17, 57; xxxm, 5; xxxix, 7, 20, 42; xl, 15), ed in proporzione nelle Rime, nel Conv., ecc. Da notarsi: 1. Ragionare, per Filosofare per trovar il vero; Purg. xviii, 67.-2. Per Dichiarare a forza di ragioni; Conv. ni, 12, 2, 3, 26. -
3. Per Considerare ; Cam. : «Doglia mi reca nello core ardire, » v. 46.-
4. Ragionare di alcuno, per Parlare di alcuno; Purg. xvm, 120. -
5. Ragionare d'una cosa o d'una persona, vale Tener discorso, Parlare intorno ad una cosa o ad una persona; Inf. in, 51. Par. xii, 32. - 6. Ragionare una cosa ad alcuno o crn alcuno, vale Dirgliela, Manifestargliela; Inf. n, 115.
Ragionativo, dal lat. ratiocinativus, Ragionevole, Atto a ragionare; Conv. in, 2, 80.
Ragione, dal lat. ratio, rationis, Facoltą intellettuale, per cui l'uomo giudica le cose e governa sč stesso. Nel linguaggio scolastico ratio talora vale quanto Intelletto, e si divide in specola-tiva e pratica; talora si prende per l'azione dell'intelletto, segnatamente per l'azione discorsiva; talora per la definizione della cosa, come pure per la causa finale, o per la formale od altra qualsiasi (cfr. Diz. tomist. e scoi., p. 139-141). Rosm.: « Quanto all'uomo, Ragione č la facoltą d'applicare l'essere ideale indeterminato ai sentimenti e agli enti reali e ideali.... Si chiama Ragione la potenza generale d'applicare l'essere a ragionare l'uso di questa potenza; in essa si distinguono due funzioni principali, percezione e riflessione;