Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (423/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (423/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Pur clic, Purché - Purgare 1591
   del fiume. E si noti che Virgilio risponde al giudice con le stesse proprie parole che col barcaiuolo usò.»-!?»'. B.:« Anche tu, come Caronte. » - Così pure Frat., Campi, ecc. - Andr.: « Gridi tanto. »
   Inf. xxix, 4: Che pur guate? può valere: Che guardi tu ancora? Oppure: Che cosa guardi? Anche in questo luogo i commentatori antichi non credettero di doversi fermare a dare un'interpretazione della frase. - Benv.: « Quid amplius frustra respicis? » - Serrav.: « Quid pur, idest, tantum, respicis? Quare visio tua, idest oculus tuus, tantum, pur submergitur, idest inclinatur, ibi infra? »- Veli.: « Che guardi tu pur ancora? » - Dan.: « Che guardi tu? » - Lomb.: « Che ancor guardi? »~ Biag.: « Pur, ancora, ma rigorosamente, significa: malgrado che abbi tutte vedute; malgrado la strettezza del tempo, ecc. » - Boss.: « Che guati pure sì .attentamente? » - Br. B.: « Che cosa ancor guardi sì attentamente? » - Poi.: « Che continui a tener l'occhio fisso laggiù? A che cosa guardi con tanta attenzione ? »
   Nel luogo Purg. ni, 22: Perchè pur diffidi ? la particella pure vale senza dubbio: Ancor sempre, dopo le tante sicurtà che io ti ho già date. Anche qui i primitivi commentatori tirano via silenziosi. -Benv.: « Quasi diceret: 0 modiche fidei, quare tam faciliter amisisti fiduciam et spem, quam debes et potes habere in me, qui numquam te deserni in terra dasmoniorum? - Veli. : «Perchè pur ancora ti diffidi di me? » - Lomb.: « Risguarda la particella pure, che vale qui come ancora, al timore precedente per cui si ristrinse a Virgilio, v. 4. » - Biag.: « Pur, avendo riguardo alla diffidenza che ebbe Dante poc'anzi, quando si strinse tutto a Virgilio per paura di perderlo. »
   l»ur clic, Purché, ha forza di se, ma porta seco un certo che di maggior efficacia; Inf. xv, 92; xvi, 12; xxx, 50. Purg. v, 66; ix, 129; xvm, 93, 110; xix, 148; xxii, 12; xxx, 89. Par. xxiit, 9; xxix, 116, ecc.
   Pur etto, dim. di puro, Schietto, Non confuso; Par. xxix, 22.
   Purgare, dal lat. purgare, Tor via la immondizia e la bruttura, il cattivo, il superfluo. Voce adoperata nella Div. Coni, dieci volte (il numero perfetto, Conv. n, 15, 23 e seg.). Nell'lM/1., dove non ha più luogo purgazione veruna, la voce non è mai adoperata; nel Par., dove la purgazione è già compiuta, il verbo trovasi adoperato una sola volta, xxvm, 82, e quest'una nel signif. fisico. Nel Purg., dove la purgazione è attuale, il verbo è adoperato nove volte (i, 5, 66; v, 72; xi, 30; xvn, 83; xxii, 53; xxiv, 23; xxvi, 92; xxviii, 90) e sempre in senso morale e religioso, per Togliere la colpa e macchia del peccato, Espiare e sim.