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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Privare - Privilegiare
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matica: l'uno è detto Prisciano maggiore, nel quale si contiene le parti della orazione distinte ; l'altro è detto Prisciano minore, nel quale si contiene l'arte di applicare insieme le dette parti, acciò che facciano congrua e ordinata sentenzia nella orazione. » - Bocc.: « Fu Prisciano della città di Cesarea in Cappa-docia, secondochè ad alcuni piace, e grandissimo filosofo e sommo grammatico; il quale venuto a dimorare a Roma, ad istanza di Giuliano Apostata (sic!) compose in grammatica due notabili libri: nell'uno trattò diffusamente e bene delle parti dell'orazione, nell'altro su brevità trattò delle costruzioni. Non lessi mai nè udii che esso di tal peccato fosse peccatore, ma io estimo abbia qui voluto porre lui, acciocché per lui s'intendano coloro i quali la sua dottrina insegnano; del qual male la maggior parte si crede che sia maculata; perciocché il più hanno gli scolari giovani, e per l'età temorosi e ubbidienti, così a' disonesti come agli onesti comandamenti dei lor maestri; e per questo comodo si crede che spesse volte incappino in questa colpa. »- Benv. :« Priscianus ponitur hic tamquam clericus, quia monachus fuit et apostatavit, ut acquireret sibi majorem famam et gloriam.... Ponitur etiam tamquam magnus literatus in genere eloquenti», quia fuit doctor, regulator et cor-rector grammaticse, vir vere excellentissirnus, princeps in hac arte primitiva, magnus orator, historicus, et autorista. » - Le stesse cose ripetono su per giù i commentatori successivi; ma nessuno tentò di sciogliere l'enimma, perchè Dante abbia posto Prisciano in luogo tanto sozzo. Si troverebbe per avventura nelle opere di Prisciano qualche passo ambiguo, sul fondamento del quale il Poeta avesse creduto di dovergli assegnare tal posto?
Privare, dal lat. privare, Far rimaner senza, Spogliare, Togliere ad alcuno ciò ch'egli ha. 1. Nel signif. propr. Inf. iv, 48; xvm, 87. Purg. i, 27; v, 105; vili, 27; xvi, 1. Par. xi, 64; xxx, 47.-2. Fig. Purg. xxxm, 125.-3. Privare di vita, vale Uccidere; Purg. xiv, 63. - 4. Essere privato da, per Mancare di, Aver difetto di checchessia; Conv. i, 1, 9, 28; in, 13, 13.
Privato, sost.; basso lat. privatarius, dal senso che il partic. pass, privato ha di segreto; come i Francesi dicono retraite; Cesso, Latrina; Inf. xviii, 114.
Privazione, dal lat. privatio, privationis, Mancanza d'una cosa in soggetto, che comunemente è atto ad averla; ed anche l'essere privato; Conv. ìli, 13, 14.
Privilegiare, Accordare un privilegio, Far particolar grazia o esenzione a persona o a luogo; Purg. vili, 130.
100. — Enciclopedìa dantesca,.