Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (395/1033) Pagina
Pagina (395/1033)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Presso
sulmani per liberare dalle loro mani il sepolcro del Redentore, si coperse di gloria all'assedio di Tolemaide, occupando una torre ai nemici. Egli chiamavasi Rinuccino, e di lui fu figlio quell'Arrigo che tenne il consolato nel 1225.-Nelle guerre civili che insanguinarono Firenze parteggiarono per i ghibellini, e sono rammentati tra i più arrabbiati partigiani; specialmente nel 1258, quando uniti agli Uberti congiurarono per torsi in mano il reggimento ; delitto che fu cagione a molti della famiglia di doversi partire per la terra d'esilio. Ma quei che rimasero in Firenze non furono migliori, avvegnaché, andati coli'oste del Comune contro i Senesi e i fuorusciti nel 1260, appena a Montaperti ebbero viste le bandiere nemiche disertarono il campo e andarono a schierarsi dall'altra parte. Vincitori coi ghibellini, con essi tornarono a rivedere la patria, dove a Gherardino ed a Cino toccò l'onore di sedere nei consigli. Ebbero peraltro severa punizione dei loro delitti, quando l'elemento guelfo riprese il di sopra, perchè tutti i della Pressa furono condannati ad allontanarsi per sempre dalla città e dal distretto, solo eccettuandosi i figli di monna Tessa. - Durò l'esilio fino al 1280, nel quale anno, a mediazione del Cardinale Latino, furono ai della Pressa dischiuse di nuovo le porte di Firenze, e nella pace che in allora fu giurata tra le due nemiche fazioni leggonsi tra quelli dei contraenti i nomi di Gherardino e di Orso di Rinuccino. - La riforma democratica del 1282, quella più severa del 1293, e quella finalmente del 1311, che prese nome da Baldo d'Aguglione, vollero che agli uomini di questa casa, perchè magnati e ghibellini, fosse per sempre preclusa la via delle Magistrature. - Mancarono i della Pressa, a quanto credesi, nella morìa del 1348. »
Presso, dal lat. pressus, prep. di luogo e di tempo, ed anche avv.; Vicino, Appresso. Voce adoperata nella Div. Com. 48 volte : 14 neìYInf. (iv, 135; v, 77; ix, 113; xii, 65; xvi, 119; xvii, 85; xx, 22; xxi, 111; xxiii, 39; xxvi, 7, 92; xxvn, 86; xxvm, 80; xxxi, 101), 23 nel Purg. (i, 31, 59; n, 13, 39; in, 128; iv, 98; yin, 87; ix, 14; x, 53, 71; xii, 92, 122; xm, 55, 115;xvn, 67; xvm, 111 ; xx, 122; xxiv, 115; xxvi, 134; xxvn, 13, 24; xxix, 46; xxxi, 97) e 11 volte nel Par. (vi, 55 ; vili, 31 ; xvm, 6; xxi, 43, 57; xxu, 124; xxv, 20, 97, 139; xxvn, 83; xxx, 121). - Da notarsi: 1. Presso che o Pressoché, per Quasi, Poco meno che; Purg. xii, 122. - 2. Controverso è il luogo Purg. il, 13. La gran maggioranza dei codd. (cfr. Moore, Criticism, 369 e seg.) ha « Qual suol presso del (o dal) mattino, » lezione che rende chiarissimo il senso della relativa terzina, quando si prenda il rosseggia del v. 14 per rosseggiare, l'infinito tronco dell'ultima sillaba, come si usò anticamente e in verso e in prosa