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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Pregare - Pregio
in varii degli Stati moderni. Prefetto nel foro divino chiama Dante il Papa, Par. xxx, 142, intendendo di Clemente V che si oppose ai disegni di Arrigo VII.
Pregare e Precare, dal lat. precari, Domandare umilmente ad alcuno quello che si desidera da lui. Questo verbo, nelle diverse sue forme, trovasi adoperato nella Div. Com. 45 volte: 10 volte neWInf. (v, 77, 92; vi, 89; x, 95, 116; xiii, 86; xiv, 92; xv, 34; xxvi, 65; xxvil, 55); 27 volte nel Purg. (i, 79; n, 86; iti, 114; v, 44, 68; vi, 16, 26 bis, 31, 41, 67; xiii, 117; xvi, 17, 50, 51, 61; xviii, 13; xix, 82; xxiii, 50; xxiv, 109 bis, xxv, 29; xxvi, 50, 145; xxvil, 47; xxviii, 82; xxxm, 118); 8 volte nel Par. (i, 36; iv, 103; xv, 9; xviii, 118; xxii, 58; xxiv, 28; xxxm, 30, 34). Oltre al signif. propr. da notarsi: 1. Pregare, per Indirizzarsi a Dio con orazioni affine di chiedergli grazia, Fare preghiere; Inf. v, 92. Purg. vi, 26; xiii, 117 ; xvi, 51. Par. i, 36.- 2. Pregare di checchessia, per Chiedere, Domandare umilmente alcuna cosa; Purg. vi,31 ; xiii, 117.-3. Pregare per alcuna cosa, vale Pregare per ottenerla; Inf. v, 92. Purg. xvi, 17.-4. Preco, per Prego; Inf. xv, 34; cfr. precare. -5. Preghe, per Preghi; Par. xxiv, 28.-6. Pregoti, per Ti prego; Inf. vi, 89.
Pregato, partic. pass, e agg. da pregare. E a modo di sost., Quegli a cui č diretta la preghiera; Purg. xxiv, 109.
Preglliera, da pregare, Orazione che s'indirizza a Dio, o alla Vergine, o a' Santi, affine di ottenere qualche grazia; Inf. xxvi, 70. Purg. xi, 22.
Pregliiero, sull'anal. di prego, Preghiera; Ball.:« Ballata, io vo' che tu ritrovi Amore, » v. 31.
Pregiare, dal lat. pretiare: 1. Aver in pregio, in istima, in venerazione ; Inf. xiv, 70. - 2. E per Lodare, Encomiare, Vantare, celebrare il pregio, e sim. Par. xi, 41.
Pregio, dal lat. pretium, Stima, e Riputazione in che si tengono le cose. 1. Per Tutto ciņ che rende uno degno di stima; Purg. xiv, 88. Par. xvi, 128. - 2. Seguito dal secondo caso, parlandosi di persona, vale Chi sia l'onore di quella cosa di cui si parla; Purg. Vii, 18. - 3. Pregio della borsa e delia spada, vale Liberalitą e Valore; Purg. vili, 129.-4. Dare pregio, per Onorare, Stimare; Purg. xxvi, 125. - 5. Privarsi di pregio, per Togliere a sč stesso la buona fama; Parg. xiv, 63.