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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1551
deve poste di tempo e di luogo, per Afferrare a'capelli l'occasione; Inf. xxxiv, 71.
Posteri, lat. posteri, Discendenti; ma generalmente e principalmente così cominciano a chiamarsi dopo più generazioni, quando perdono la denominazione di figliuoli, di nipoti, ecc. Ve Mon. i, 1, 3.
Posteriore, lat.posterior, Che è dopo. Nell'ordine logico, per posteriori, lo stesso che A posteriori, contrario di A priori, e vale nel linguaggio delle scuole Dall'effetto; Conv. iv, 10, 49.
Posterità, lat. posteritas, Seguito continuato di generazioni di una medesima famiglia; Discendenza. Ed anche per Tutti coloro che verranno dopo di noi, o che sono venuti dopo un dato tempo; I)e Mon. i, 1, 4.
Postilla, basso lat. postilla, dal lat. aur. apponere, part. pass. appositus, contratto in postus ; oppure, secondo altri, da post illa; propr. Quelle parti brevi e succinte che si pongono in margine a'libri in dichiarazione del testo. E trasl. per Segno che rende immagine di checchessia; o meglio Immagine di un oggetto che ritorni alla nostra veduta da un vetro, o dall'acqua chiara; Par. ni, 13. - Dan., Ott., An. Fior.: « Qui esemplifica come li apparve in aspetto quelle anime di che fa menzione; e dice che sì come nostra figura si specchia in vetri, ovvero in acque chiarissime e stillate, tanto nitide che non velano con sua torbidezza il loro fondo, e poi nostra figura così specchiata torna alle nostre pupille, e lì si moltiplica sottile e nitida, sì come mostra lo Filosofo nel secondo feWAnima : così quelle anime di tale aspetto a lui si dimostrarono.» - Ott. .-«Dice, che sì come le postille de' nostri visi speculati in specchio, o in acqua, quando la virtù visiva ha trapassato per lo specchio, o in acqua quanto puote, tornano debili tanto, che una perla candida che sia in una ghirlanda in su la fronte d'una bella e candida donna, viene altrettanto forte, cioè altrettanto apparente agli occhi nostri : così quelle anime con pochissima sustanzia si mostrano alla sua speculazione.Postilla b quella immagine nostra che ci si rappresenta in acqua o in ispecchio,o altro corpo trapassante,o vuoli l'immagine della cosa specchiata della materia. » - Cass.:« Le postille, idest, parvule potes occulorum que palpebre dicuntur quasi velit dicere, quod debiles ejus palpebre occulorum ita redeunt sibi a conspectu aqueo illarum umbrarum ut redeunt respicientibus fundos alicujus aque nitide. »-Buti: « Le postille, cioè rappresentazioni e figure. » - L. Vent. (Simil., 164): « Le postille, da piccole poste o orme; i segni, o lineamenti, che tornali debili, tenui e sfumati. E qui si noti che