Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (371/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (371/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Polso • Poltro
   l*olso, lat. pulsus, Battito delle arterie, sentito mediante il tatto, e che dipende principalmente dalla contrazione del ventricolo sinistro del cuore, ed alcun poco dal rinserramento delle arterie; onde porge indizii molto precisi e svariati. Esso batte nello stato ordinario a persona adulta da 65 in 75 volte per minuto, con pulsazioni equidistanti fra loro; Inf. i, 90. Polso è pure usato per La vita, Inf. xm, 68, dove Pier delle Vigne vuol dire che perdette prima la pace dell' anima, poi la vita. Ma Perdere i polsi, a chi più non si sente quasi punto il battito loro, onde la vita vien meno, o pare che manchi.
   Poltro, dal basso lat. pulitrus ? (etim. incerta; cfr. Diez, Wòrt. i3, 328), Che è poledro, Non domato, Non domo ; Purg. xxiv, 135. - Lan.: « Poltre, cioè giovincelli. » - Benv.: « Poltre, idest, pullfe, quasi dicat: erara juvenis et novus, ubi socii mei erant antiqui et magis experti ; ideo comparatio est satis propria de se ad pullum. » - Buti: « Fa similitudine e dimostra due esser le cagione, perchè scuotono le bestie : cioè o per spaventato che abbiano, o quando esceno de la stalla per esser stato troppo in agio si scuoteno, per rinvigorirsi e scacciare le poltronia dei nervi e dei sentimenti. » - An. Fior. : « Riposate et poltrite. » - Serrav. : « Ter-rite et indomite. » - Land. : « La bestia si scuote per subito spavento, perchè teme, o quando esce dalla stalla, dove è stata in ozio, perchè allora si desta, e scaccia da sè ogni pigrizia, e però disse poltre, quasi poltrone. Alcuni dicono poltre quasi polledre, onde diciamo poltrucio, ed ancora in questo modo procede bene il testo, perchè i poledri son più paurosi che le bestie dome. »- Veli.: « Poltre, cioè pigre e sonnolenti. Et vien da poltro, che significa il letto nel qual l'uomo s'appigrisce et impoltronisce. Onde allora diciamo ch'egli è poltrone. » - Dan.: « Pigre e sonnolenti. Poltro in Francese letto significa, ove altri s'impoltrisce : onde si dice a uno che dorme assai, e sta in letto, poltrone. » - Voi.: « Pigro. » - Ces.: « Questo poltre non è una zeppa per la rima; anzi c'è posto con somma ragione, ed è una di quelle cose, che solo Dante vide e notò. Lo sbigottirsi forte avviene quando altri è impoltronito; che essendo allora lontanissimo dall' alto, e dalla (quasi) vibrazion della mente, venendogli quel subito scotimento, per qualche novità inaspettata che a sè il richiama, ne è scosso con più di forza; e non potendo esser pronto (per lo stato suo di disattenzione) a por mente alla cosa, nè indovinare che sia, più ne spaventa.... Ma alcuni intendono questo poltre per poltrucce, puledre : e sarà forse il vero ; che anche queste sono paurosissime. » Cfr. Ariosto, Ori. fur. xxiit, 90. Caro. Eneide, t, 6.
   08. — Enciclopedia dantesca,.