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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1536
   Polidoro-Polissena
   dia, celebre per la bella e colossale statua di Giunone fatta per il tempio di Argo, e per una statua modello, detta il Canone, nella quale aveva riunite tutte le perfezioni del corpo umano. Dettò anche un'opera sulle proporzioni del corpo umano, considerata lungo tempo qual codice di legge dell'arte. Cfr. CicerBrut. lxxxvi, 2. Plin., xxxiv, 19, 2. Quintil., v, 12. È ricordato Purg. x, 32.
   Polidoro, lat. Polydorus, gr. IIo/lu§tópos, Figlio minore di Priamo e di Laotoe, ucciso da Achille; cfr. Omero, II. xx, 406 e seg.; xxii, 46 e seg. Secondo i poeti tragici era figliuolo di Priamo e di Ecuba, affidato da Priamo a Polinnestore re di Tracia, il quale lo uccise a tradimento per averne le ricchezze; cfr. Ovm., Met. xxx, 399-575. Virg., Aen. ili, 19-68. È ricordato Inf. xxx, 18. Purg. xx, 115.
   Polifemo, lat. Polyphemus, gr. IloXó^yjjiog, Nome dell'uno de' Ciclopi, il quale si pasceva di carne umana; cfr. Virg., Aen. ni, 641 e seg. Ricordato Eclog. il, 75, nel qual luogo, secondo la comune opinione, in Polifemo è adombrato Roberto re di Napoli, allora principale sostegno del partito Guelfo; massime dopo che fu creato papa Giovanni XXII, affatto ligio alla persona di lui. Cfr. Fr. Pasqua ligo, Egloghe di Giov. del Virg. e di Dante Al., p. 79, nt. 10.
   Polinestòr, Pollinestore, lat. Polymnestor, Genero di Priamo ed assassino del proprio cognato Polidoro, ucciso da Ecuba, dopo avergli prima strappati gli occhi; è ricordato come esempio di avarizia punita, Purg. xx, 115.
   Polinice, gr. IIoXuvsCy.Tji;, Figlio di Edipo e di Giocasta, fratello gemello di Eteocle, marito di Argia figlia di Adrasto re dell' Argolide, ucciso dal proprio fratello; Conv. iv, 25, 45, 61, 79 (Inf. xxvi, 54. Purg. xxii, 56). Cfr. Etéocle.
   Polinnia, lat. Polyhymnia, Quella delle nove muse che presiede alla poesia lirica; Par. xxiii, 56.
   Polissena, Polyxena, Figliuola di Priamo e di Ecuba, uccisa sulla tomba di Achille. Cfr. Ovid., Met. xm, 399-575. Ecuba la vide uccidere, onde, trovato poscia il cadavere del figlio Polidoro sui liti della Tracia, uscì fuori di sè in bestiali ululati, e, convertita in cagna, empì de' suoi latrati tutta quanta la Tracia. È nominata Inf. xxx. 17.