Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (366/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (366/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1534
   Pola-Polenta
   75; li, 128; in, 19; Vii, 14, ecc. - Bl.: « Gli editori non osservano veruna regola nell'ortografia di queste due congiunzioni (Poiché e Poi che); sarebbe meglio senza dubbio di scrivere sempre Poiché nel signif. di Giacche o Perchè; e poi che nel signif. di Dopoché.»
   X'ola, lat. Pola, e Pietas Julia, Città e porto di mare dell'Istria; Inf. ix, 113. Loria, p. 22: «Pola è città dell'Istria, la quale, secondo Giustino, fu fabbricata da Medea moglie di Giasone, quivi giunta quando veniva dalla Colchide, e la popolò di Colchi. 11 suo porto naturale è dei più belli e più sicuri d'Europa. In questa città si trovano molti avanzi di Julia Augusta, che era abitata da 30,000 persone al tempo di Settimio Severo, ed era la sede di una divisione delle armate di Poma. Fra i monumenti che attestano la sua passata grandezza avvi il tempio d'Augusto, la Curia, e la porta aurea; fuori del recinto urbano l'anfiteatro od arena, e specialmente molti sepolcri e tumuli romani. Pola accusata di aver tenuto dalla parte di Pompeo, venne da Cesare quasi distrutta, poscia dallo stesso riedificata. Nel 1148 divenne tributaria ai Veneziani. Nel 1192 fu espugnata dai Pisani, e riconquistata da Enrico Dandolo Doge di Venezia. Ribellatasi a questa repubblica venne da Iacopo Tiepolo abbattuta ed arsa e poscia riedificata, ma non tornò al primitivo splendore. Al tempo di Dante era l'ultima città dell'Italia, da quella parte che apparteneva alla repubblica di Venezia. » Cfr. An., Notizie storiche di Pola, Pola, 1876. An., Pola, seine Vergangenheit und Zukunft, Vienna, 1886. Bassermann, Dantes Spuren, p. 197 e seg.
   Pola, etim. incerta; ci veggono il lat. gen. pullus, l'uccello tooàl, nel gr. mod., ecc. Lassù nella Bregagli chiamano le galline Pola, pola! o Pola pitta! o Pula pitta ; Mulacchia, Cornacchia; Par. xxi, 35.
   Poleggio, cfr. pileggio.
   Polenta, celebre famiglia italiana nel medio evo, presso la quale Dante trovò 1' ultimo suo rifugio. Lord Vernon, Inf., voi. u, p. 553 e seg.: « Dalle storie ravennati di Girolamo Rossi si rileva che oscura fu l'origine di questa casa, a cui diè nome il castello di Polenta posto non lungi da Bertinoro. Il commercio e l'industria dettero loro le ricchezze, e queste porsero il mezzo d'insignorirsi della terra natale. Cosi quando i Polentani si ridussero ad abitare a Ravenna, erano già fatti potenti; e vie più lo divennero poi che a Lamberto di Guido fu dall'arcivescovo di Eavenna dato titolo e grado di suo visconte nelle castella che costituivano il patrimonio dell'episcopio. L' aderenza alla Chiesa fece i Polentani seguaci di parte guelfa, e