Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (364/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (364/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1532
   gnat, secundum illud Apostoli ad Rom. XIII, 2: Qui potestati resista, Dei ordinationi resistit. Et ideo Dionysius (De ccel. hier., e. 9) dicit quod nomen potestatis significat quamdara ordinationem et circa susceptionem divinorum, et circa actiones divinas, quas su-periores in inferiores agunt, eos sursum ducendo. Ad ordinem ergo Potestatum pertinet ordinare qua; a subditis sunt agenda.» - Conv. li, 6, 62 e seg.: « Puotesi considerare il Padre, secondo che da lui procede lo Spirito Santo, e come da Lui si parte e come a Lui si unisce; e questa contemplazione fanno le Potestadi. »
   Poema, lat. poema, Quella poetica narrazione divisa per canti, che rappresenti un'azione maravigliosa; o molte azioni insieme connesse, e che abbia alcuna lunghezza. Dante chiama la sua Commedia « Lo sagrato poema, » Par. xxiii, 62, e « Il poema sacro, » Par. xxv, 1.
   Poeni, lat., Nome dato ai Cartaginesi; De Mon. il, 4, 46; il, 11, 38. Cfr. Cartaginesi.
   Poesia e Poesi, lat. poesis, Arte del poeta, L'arte di far versi, Opera in versi; Purg. i, 7. Vúg. El. n, 4, 14.
   Poeta, lat. poeta, Chi compone pensieri ed esprime affetti degni di memoria in parole degne di canto, Chi per uso canta suoi versi e li scrive; Inf. i, 73, 82; iv, 88; xxix, 63. Purg. xxn, 73. Par. i, 29; xxv, 8. Conv. il, 1, 29, 30, 31 ; ni, 9, 15; iv, 6, 25. Vúg. El. i, 6, 20; il, 4, 12, 13, 16. De Mon. i, 16, 10. Vit. N. xxv, 18, 20, 22, 29, 35, 37, 40, 41, 48, 72. Dante chiama i Poeti « Fumatori, » Vit. N. xxv, 40; « Dicitori d'Amore, » ivi, 16 e seg. « Dicitori per rima» ivi, 36, ecc.-II Poeta per eccellenza, chiama Dante di solito Virgilio; Inf. i, 130; il, 10; iv, 14, 80; v, 73, 111; ix, 51; x, 122; xii, 113; xiii, 80; xvin, 20; xxvii, 3; xxix, 121. Purg. iv, 58, 136; v, 44; x, 101; xiii, 11; xiv, 140; xix, 82, e sovente anche nelle Opere minori (cfr. Virgilio). E al plur. per Virgilio e Stazio; Purg. xxn, 115, 139; xxviii, 146.
   Poetare, dal lat. poetari, basso lat. poetare: 1. Neut. ass. Comporre poemi e poesie; Inf. xxv, 99. Purg. xxi, 98; xxn, 89,129. Par. XXX, 32.- 2. E att. per Fingere poetando; Purg. xxviii, 139.
   Poetica, lat. poetica, Arte del poetare. E per Trattato o Libro che insegna la poetica; onde Poetica d'Orazio e Arte poetica fu chiamata l'Epistola di Orazio ai Pisoni, e coś la chiama Dante Vulg. El. ii, 4, 26.
   Poètria, dal lat. poetria, che valeva Poetessa; lo stesso che Poetica; Vit. N. xxv, 64. Conv. li, 14, 64.