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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1525
ed i Franchi, Pistoia era governata da un conte dipendente dal marchese di Toscana. Fino quasi al terminare del secolo XII non assunse il governo repubblicano. In quest'epoca i Pistoiesi ricchi e vantaggiosamente situati cominciarono ad usare ostilità ai loro vicini e fors'anche furono tra i primi in Italia ad impegnarsi nelle civili fazioni che per sì lunga età la desolarono.... I vantaggi che la natura aveva largamente accordati ai Pistoiesi, sia per 1' ampiezza e fertilità del loro territorio, sia per tutto ciò che concerne i comodi ed i piaceri della vita, divennero per lungo tempo ad essi occasione e fomento di odii intestini, di stragi, e di morte, nè poterono godere di una pace sicura e tranquilla se non desistettero dalle loro private gare e discordie. È cosa però degna di meraviglia come in mezzo a queste turbolenze i pistoiesi alcune volte non dimenticassero i buoni studi. Si ha un documento certo riportato dal P. Sarti dal quale si rileva che nell'anno 1279 fu chiamato in Pistoia per tener scuola di legge il celebre Dino da Mugello, che insegnando giurisprudenza, aveva conseguito tale riputazione da oscurare tutti coloro che l'avevano preceduto. Fu patria di Fra Leonardo che viveva intorno al 1280 del quale si hanno molte opere teologiche e filosofiche; di Cino Sinibaldi, chiamato Cino da Pistoia, uno dei più colti e leggiadri rimatori che fossero fra Dante e Petrarca, ed uno di quei giureconsulti che contribuirono a dare sodezza al raziocinio, a raffinare il gusto, ad abolire la barbara giurisprudenza gotica, a richiamare alla pratica le leggi romane, ad imaginarne di nuove piene di equità e di prudenza. Fioriva nel 1300 e fu amico di Dante; il suo sepolcro, opera di Andrea Pisano, si vede nel Duomo di Pistoia. - Non è possibile precisare il territorio sopra del quale Pistoia aveva il dominio al tempo dell'Alighieri, perchè bene spesso in quell'epoca il suo contado venne in più parti diviso e fin anche la stessa città. Nel 1320 perdette la sua indipendenza essendo ridotta da Ca-struccio Castracani sotto la signoria di Lucca. » Cfr. Bassermann, Dantes Spuren, p. 63-74. La città di Pistoia è ricordata Inf. xxiv, 126, 143; xxv, 10. Vulg. FA. n, 6, 56.
l'istola, dal lat. epistula, Lettera, Epistola; Par. xxv, 77, nel qual luogo alcuni testi hanno pistola, altri, e sono i più e più autorevoli, epistola. Vi si parla della Epistola canonica di san Jacopo, nella quale, benché della speranza non si parli molto, non mancano però passi dettati in istile davidico ed atti ad infondere speranza ne' cuori umani, come per es. i, 12; n, 5; iv, 8, ecc. Non si può decidere, se ed a quale passo speciale dell'Epistola di San Jacopo il Poeta abbia voluto alludere nel luogo citato. - Pistola invece di Epistola hanno i più. Vit. N. vi, 7.