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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Pirro - Pisa
   1523
   Pirro, lat. Pyrrhus, gr. ITùppog, Re di Epiro, nato nel 319, morto nel 272 a. C. Guerreggiò contro i Romani e contro i Greci e si rese terribile ai suoi sudditi non meno che a'suoi nemici. Cfr. Plutar., Pyrr. Justin., xyi, 2; xvii, 3; xviii, 1, 2; xxm, 3; xxv, 3. Hertzberg, Bovi und Koenig Pyrrlius, Halle, 1870. R. Sciiubert, Geschiclite des Pyrrhus, Koenigsb., 1894. E ricordato Inf. xii, 135. Par. vi, 44. De Mon. n, 5, 108; n, 10, 39, 50; ti, 11, 40. Nel primo di questi luoghi alcuni intendono non del re di Epiro, ma del figlio di Achille e di Deidamia Neottolemo (NeoTrcóXsiJtoc;), chiamato esso pure alcuna volta Pirro. Ma di costui Dante non ha mai fatto menzione, e quando si parla di un Pirro senza più, vuoisi intendere del notissimo re di Epiro, non già del poco conosciuto figlio di Achille.
   Pisa, lat. Pìsce, antica città della Toscana sulle rive dell'Arno. Loria, p. 403 e seg.: « Pisa giace in una ridente pianura a pochi chilometri dal mare. È attraversata dall'Arno in linea circolare, dividendola in due parti ineguali. Fra le città Toscane è una delle più gloriose e delle più antiche. Secondo Plinio e Strabone fu fondata da una colonia di Greci e fu chiamata Alfea. Virgilio (Aen., vi) scrive, che mandò aiuto ad Enea contro Turno. Nell'anno 574 dalla fondazione di Roma, divenne colonia Romana. Giovanni Villani racconta che fu il porto dove i Romani v'adducevano per mare tutti i tributi che i re e le nazioni pagavano loro, e che siccome quivi si pesavano fu chiamata Pesa e poscia Pisa (Vill., 1, 48). Per le comodità del porto molta gente concorse ad abitarla per cui divenne città importante e fu cinta di mura. Alla caduta del romano impero Pisa fu predata dai barbari e cadde più tardi sotto il dominio de' Longobardi. Al tempo di Carlomagno venne governata da duchi e conti a nome dell'Imperatore. Nell'anno 888 si rese indipendente e si costituì a Comune. Nel 1000 la repubblica Pisana era già ricca e fiorente. Nel 1003 fuwi guerra fra Lucca e Pisa, e si iniziarono quelle rivalità che dovevano per tanto tempo straziare queste due repubbliche. Nel 1017 i Pisani assieme ai Genovesi tolsero la Sardegna ai Saraceni. Non fecero parte della lega Lombarda, ma anzi mandarono soccorsi contro di essa. Nel 1284 perduta la battaglia della Meloria fu retta dal conte Ugolino. Nel 1280 sostenne lotta sanguinosa contro Firenze, Lucca e Siena. Nel 1315 Uguccione della Faggiuola fu nominato capitano del popolo e podestà, vinse i Fiorentini e loro alleati a Montecatini, e ritornò Pisa al primitivo splendore. Nel 1316 venne cacciato a furore di popolo il figlio di Uguccione creato dal padre signore della città, ed in sua vece venne eletto il conte Gaddo dei Gherardeschi. Nel 1320 essendo morto Gaddo, fu eletto Nieri suo zio. In quest'epoca la repubblica Pisana
   07. — Enciclopedia dantesca.