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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1518
Piòta - Pietà, Pietade
Pina, dal lat. pinea, propr. Il frutto del pino. E per simil. detto della pina di bronzo che ornava anticamente la vetta del mausoleo di Adriano; Inf. XXXI, 59. - An. Sei.: « La pina è un vasello di metallo che è in San Piero in Roma. » - Benv. : « Olim Romas fuit templum vocatum Pantheon, quod dicitur fuisse palatium Alexandri imperatoris, et vocatum est postea sancta Maria Rotunda; in quo tempio fuit pinea magna aerea deaurata, quae nunc est ante templum beati Petri, et erat cooperta tabulis aereis, ita quod a longe, sole desuper feriente, videbatur quasi mons aureus cuius pulcritudo adhuc prò parte apparet. » - Buti (secondo il cod. Magliabech.) : « Questa pina è a Roma nella chiesa di san Piero, in su li gradi della chiesa di fuora, et è di bronzo, o vero metallo, voita di dentro, et era in sul campanile di San Piero in su la cupula, e percossa dalla saetta ne cadde giuso, e mai poi non vi si puose. » -Cfr. Lord Ver non, Inf., voi. in, tav. 97. Bassermann, Dante's Spuren in Italien, Heidelb., 1897, p. 6 e seg.
Pinanionte, della famiglia de' Buonacossi o Buonaccorsi, tiranno di Mantova, dopo averne cacciati a tradimento i Conti di Casalodi che n' erano signori ; Inf. xx, 96. Cfr. Casalodi.
Pineta, dal lat. pinetum, pi. pineta, Selva di pini; Burg. xxviii. 20, dove si parla della pineta presso Ravenna. - Benv.: « Hic poeta describit cantum illarum avium; et dicit breviter, quod aves cantabant secundum motum illius venti qui percutiebat frondes ar-borum et resonantiam faciebat, sicut ventus orientalis facit in pineta apud Bavennam. Et est propriissima comparatio: sylva enim Ravenna; habet in se pinus arbores odoriferas sicut ista; qua pinus producunt fructus fortissimos protectos multiplice corticc non ti-mentes vim, vel tempestatem sicut et virtutes : et sicut ventus veniens ab oriente spirat in illa sylva, ita in ista.... La pineta est sylva magna piena pinis, in qua poeta noster sape notaverat istam resonantiam venti, cum deambularet solitarius speculando per litus maris adriatici. » - Cfr. Ricci, Ultimo rifugio, p. 114 e seg. Bassermann, Dante's Spuren, p. 94 e seg. - Il Loria (p. 470 e seg.): « La pineta di Ravenna è certo una delle più belle foreste d'Italia. La sua origine perdesi nella oscurità dei tempi. Esisteva all'epoca dei Romani ed è probabile che venisse piantata sui relitti di mare onde proteggere e garantire Ravenna dalle malefiche influenze sciroccali, quando essa cominciò a brillare fra le primarie città della repubblica e dell'impero. N'è irregolare la forma; ha una lunghezza di circa 35 chilometri da Cervia al Lamone lungo l'Adriatico, la sua larghezza non oltrepassa i 4 chilometri. Pare indubitabile che la pineta si estendesse negli antichi tempi verso la città. »