Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (342/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (342/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1510
   Piòta - Pietà, Pietade
   e quivi cadde morto. » - Buti aggiunge: « E chi dice che li fu apposto disonestà della imperadrice. »
   Piòta, dal lat. pietas, Forma antiq., sull'anal. di podestà, Inf. vi, 96, soddisfarà, Par. xxi, 93, e dei com. Civita, Felicita, Trinità. Non aveva tutti i sensi di pietà. 1. Per Affanno, Pena; Inf. i, 121; il, 106; vii, 97; xvm, 22.- 2. Per Compassione, o Pietà affettuosa; Inf. xxvi, 94.
   Pietà, Pietade e Pietate, dal lat. pietas, pietatis, Virtù per la quale altri ha sentimenti d'affetto rispettoso, come amore pe' suoi genitori, e per la patria, e affezione pei benefattori, pe' morti, e sim. Dante definisce (Conv. il, 11, 29-34): « Non è pietà quella che crede la volgare gente, cioè dolersi dell'altrui male; anzi è questo un suo speziale effetto, che si chiama misericordia, ed è passione. Ma pietade non è passione, anzi è una nobile disposizione d'animo, apparecchiata di ricevere amore, misericordia, e altre caritative passioni. » La voce occorre sovente nelle opere del nostro Poeta; nella Div. Com. la si trova adoperata 19 volte, cioè 10 volte nelVInf. (il, 5; iv, 21; v, 72, 93, 140; vi, 2; xiii, 36, 84, xx, 28; xxix, 44), 7 nel Purg. (v, 87; vi, 116; x, 93; xi, 37; xiii, 64; xv, 114; xxx, 81) e due sole volte nel Par. (iv, 105; xxxiii, 19). Da notarsi: 1. Pietà, per quel Sentimento di dolore, o di commiserazione, che si desta nell'uomo alla vista, o al racconto dell'altrui sciagure, Compassione; Inf. il, 5; v, 72, 140. Purg. vi, 116. - 2. Detto di cosa che arreca compassione; Inf. vi, 2. - 3. Pietà, uno dei sette Doni dello Spirito Santo; Conv. ìv, 21, 83.-4. Controversa è l'interpretazione del luogo Inf. xx, 28, dove il Poeta, seguendo San Thom. d'Aq. (Sum. theol. in, suppl. 94, 3) e servendosi di un giuoco di parole vuol dire che presso i dannati è devozione il non sentirne compassione. - Bambgl. tace. - An. Sei.: « Nota, lettore, che quelli eli'è pietoso è giusto; e giustizia vole che, secondo che l'uomo aopera, abbia merito di bene e di male. Adunque, non dee uomo esser pietoso di vedere punire i malfattori de la giustizia che vuole Iddio. » -Iac. Dant.: tace, e oosì gli altri antichi che non si citano. - Dan.: « Mostra che non si dee avere pietà a quella vendetta che Dio fa, iinperquello che colui che porta passione al divino giudizio, è peccatore, e per consequens l'uomo dee volere, acciò che giustizia sia, che '1 peccato sia punito. » - Ott. : « Gli uomini non deono avere compassione a coloro, che per divino giudicio patiscono de' loro peccati pena. Iob dice, che nulla è peggiore di quello uomo, che ha pietade di cotali gente: avere compassione è patire pena in parte con lui, che ha peccato; partecipare con li rei, è parte di reitade.