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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1508
   Piòta - Pietà, Pietade
   Par.. 1865. Capasso e Janella, Pietro della Vigna, Caserta, 1882. Presta, Pier delle Vigne, Mil., 1880. G. Giordano, Studi sulla Div. Com., Nap., 1884-86, voi. I, c. 9. Dante lo pone tra' suicidi, Inf. xiii, 22-78. An. Sel.:« Piero da le Vigne fu tanto innanzi a lo 'mperadore Federigo, che tutti suoi segreti sapia, e il tutto di lui facea e disfacea. E i baroni suoi di ciò ebbero invidia, e accusarono a torto ; ma furono tanti e tali che lo 'nperadore lo fece aba-cinare. E questi essendo in Pisa aportato, per disdegno e credendo col morire acquistare fama, tanto percosse il capo al muro che esso uccise se medesimo. » - Iac. Dani.: « Piero dalle Vignie sichome naturalle e isperta persona nella corte dello inperadore Federiglio in sì grazioso stato si vide che solamente in lui ogni segreto del signiore si volgiva tenendo a suo volere le due chiavi del cuore cioè il sì el no del suo inperato dovere di chui per gli altri cortigiani tanta invidia si prese che falsamente dinanzi al signiore abominandolo più volte in disgrafia ricadde per lo quale dolore esendone abacinato e menato alcuna volta presso da Saminiato del Tedescho a Pisa in alchuno suo borglio nominato Arnonicho per isdegnio di sè perchotendosi il cliapo a umuro finalmente sucisse.»-Lan.: « Costui fue Piero delle Vigne cancellieri dello imperadore Federigo secondo, lo quale era per lo suo offizio segretario del detto Imperadore, ed era tanto innanzi alla corte, che elli più volte scrisse e rispuose a lettere lo sì e'1 no, come parea a lui: e seppe fare sì ch'altri non era del segreto consiglio dello Imperadore se non lui. Or per invidia fue accusato allo Imperadore eh'elli avea revellato a papa Innocenzio alcuni segreti dello Imperadore, non essendo in vera amistà 1' uno con 1' altro : sichè lo Imperadore lo fe' prendere, e fello abacinare, e questo fu a San Miniato del Tedesco; poi in processo di tempo facendolo portare a Pisa in su uno asino lo Imperadore, fu per li somieri tolto giuso, e messo ad uno ospedale perchè reposasse, e questo battè tanto lo capo al sauro che morì. » -Ott. : «Vero è, che per lo consiglio di costui l'Imperadore ebbe sospetto Enrico suo primogenito, il quale elli avea fatto Cesare, cioè re della Magna, e temendo che non tradisse la corona, il mandò preso in Puglia; nel quale luogo il detto Enrico, dicendo che figliuolo d'imperadore non dovea stare in carcere, alla sua vita impose fine; onde lo Imperadore molto addolorò.... e credesi che per questo trovasse cagione sopra '1 detto Piero, che elli medesimo a stanza del Papa avesse fatta una lettera contro a quella che lo Imperadore avea fatta alli principi Cristiani, che comincia: Colleg. Pontifices ec., però che paiono uno stile; e disse, eh'elli avea palesati li suoi segreti alla Chiesa di Roma. E di questo si dice, eh' elli morì infamato dalli baroni dello Imperadore, li quali di vero per invidia