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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Pier
   1507
   emorti tutti ifrancieschi huomini edonne. E subito chome donpiero ebbe lanovella mando incicilia ambasciata proferendo loro consua forza ebaronia diche iciciliani laccietarono. Edegli andò la edebbe la-cicilia tutta eperquesto fu ischomunichato dalpapa estette assai tempo iscomunichato. Poi alla fine donpiero fecie lapacie concharlo ciotto e perquestapacie die charlo due sue figluole permoglie a due fìgluoli di donpiero cioè luno fu doniacopo chefu poi re dicicilia lal-tro fu donfederigho erimase dietro alla morte delpadre re di raona. » -Benv. : « Iste Petrus fuit valorosissima et famosissimus reguin occi-dentalium suo tempore, strenuissimus in arinis, formidatus plusquam aliquis regum a christianis et saracenis, considerato parvo et pau-pere regno suo. » - Buti : « Fu bello omo de la persona e formato e virtuoso. » - 3. Pier Damiano, Par. xxi, 121, cfr. Damiano. - 4. Pier dalla Broccia, Purg. vi, 22, cfr. Broccia. - 5. Pier da Medicina, Inf. xxviii, 73, cfr. Medicina, Pier da.-G.Pier Pettignano, Purg. xm, 128, cfr. Pettignano. - 7. Pier Traversaro, Purg. xiv, 98, cfr. Tra-versaro. - 8. Pier delle Vigne, Segretario di Stato di Federigo li re di Sicilia. Nacque in Capua di basso lignaggio, sul finire del secolo XII; studiò a Bologna, dove la tradizione vuole che campasse di elemosine, quindi fu prima notajo e poscia protonotajo appresso l'imperatore Federigo. Studiate allora le leggi, diventò Giudice della gran Curia, e si acquistò grandi ricchezze per la florida sua dettatura e la perizia del diritto civile. Entrò talmente nella grazia di Federigo, che era consapevote di tutti i segreti di lui, e gli faceva o abbracciare o abbandonare un partito come più gli piacesse, ed ogni cosa reggeva a suo talento. I cortigiani di Federigo, spinti dall'invidia, lo accusarono di tradimento, onde l'imperatore lo fece incarcerare ed abbacinare. Vinto dal dolore e dall'accoramento, Pier delle Vigne si uccise nel carcere l'anno 1249. Nel Registro dei privilegi dell' Ospedale nuovo di Pisa il tragico fatto è raccontato nel modo seguente: « Incolpato d'aver mancato di fede al suo signore Federigo li, Pier delle Vigne, che trovavasi con Federigo a Samminiato, fu fatto abbacinare, e quindi tradurre a Pisa per esservi lapidato. Lo che Pier delle Vigne prevenne, precipitandosi a terra da un mulo su cui era tratto e sfracellandosi disperatamente le cervella. D'onde fu che morisse nella chiesa di Sant'Andrea in Brattolaia. » Il cronista G. Vill. (lib. vi, c. 22) : « Lo 'mperadore fece abbacinare il savio uomo maestro Piero dalle Vigne, il buono dittatore, opponendogli tradigione, ma ciò gli fu fatto per invidia di suo grande stato, per la qual cosa il detto savio per dolore si lasciò tosto morire in prigione, e chi disse ch'egli medesimo si tolse la vita. » Cfr. De Bla-sus, Della vita e delle opere di Pietro della Vigna, Nap., 1861. Huillard-Bréholles, Vie et correspondance de Pierre des Vignes,
   96. — Enciclopedia dantesca.