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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1500
Piòta - Pietà, Pietade
gono i peccati commessi, onde la voce piangere è adoperata anche qui assai di spesso, cioè 31 volta {Purg. ili, 120; vi, 112; vii, 136; vili, 6; x, 139; xii, 19; xiv, 103, 125; xv, 48; xvi, 87; xvii, 35, 125, 137; xviii, 99, 122; xix, 59, 71, 91, 140; xx, 18; xxii, 53; xxiii, 10, 56, 64, 87; xxx, 56, 57, 107, 141 ; xxxi, 34, 46). In cielo non si piange; si parla soltanto del piangere terrestre, ecc. Quindi la voce piangere è adoperata nel Par. non più di 12 volte (v, 70, 71; Vi, 76, 109; ix, 52, 129; xi, 47, 72; xvi, 150; xx, 63; xxii, 107; xxiii, 134). Dall'ottavo cielo in su il piangere non è più nemmeno ricordato, onde la voce non occorre più. Da notarsi, oltre al signif. propr. 1. Trasl. N. ass. e att. Purg. vili, 6. - 2. Fig. per Purgare i peccati commessi nella vita terrestre; Purg. xxii, 53.-3. Per Vivere tribolato e sim. Par. xi, 47.-4. Att. Compiangere, Lamentare; Par. ix, 129. - 5. Piangere checchessia, per Pentirsi troppo tardi di averne abusato; Purg. xviii, 122. - 6. N. pass. Dolersi, Lamentarsi, Rammaricarsi; Purg. xix, 59. - 7. Piangersi d'alcuno, per Dolersi di lui ; Inf. xxxn, 136. - 8. Piangere, a modo di Sost. Purg. xix, 91; xxiii, 87; xxxi, 46. - 9. N. ass. affine al lat. piangere, Battere, Percuotere; Inf. xix, 45. - 10. Piangere, per Attribuirsi in cuore, anco senza lagrime o altri sfoghi di dolore; Inf. i, 57. Purg. xiv, 125. - 11. Non dell'atto o del segno del dolore, ma dolore abituale e di lunga sventura ; Inf. xi, 45; xv, 42. Purg. vi, 112. - 12. Di pentimento; Inf. xn, 106; xxvi, 61 ; xxix, 20. Purg. ni, 120; xv, 48. -13. Desiderar con dolore, nel senso del fr. Begretter, anco in pensiero o in parola, senza lagrime nè lamenti ; Purg. xiv, 103.-14. Desiderio di persona morta; Purg. xii, 19.-15. Aff. a Compiangere; Inf. xxix, 3. - 16. Del compiangere sè medesimo; Inf. xvi, 75.
Piano, Agg., dal lat. planus : 1. Che ha superficie eguale in ogni sua parte; Par. xxx, 3. - 2. Fig. Chiaro, Intelligibile; Purg. vi, 34; xviii, 85. Vit. N. xxvi, 38; xxxvn, 10.-3. Mansueto, Benigno, Quieto ; Inf. n, 56. - 4. Per Dimesso, Modesto ; Vit. N. xix, 73. Cam.: « E' m'incresce di me sì duramente, » v. 10.
Piano, Sost., lat. planum : 1. Luogo piano; Inf. xii, 8, 53; xxvii, 53; xxvm, 74. Purg. i, 118; v, 99; vii, 70 ; x, 20; xii, 117. -2. Di piano, Agevolmente, Senza contrasto ; Inf. xxii, 85.
Piano, Avv. Con sommessa voce, Senza romore. E per Adagio, forse tolta la metafora dall'Andar piano, cioè senza far romore ; Inf. xxiii, 71. Purg. ni, 65.
Pianta, dal lat. pianta, Nome generico d'ogni sorta d'alberi e d' altri vegetabili. Nella Div. Com. questa voce trovasi adoperata