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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Petto
1493
nagno fu uno santissimo romito e fu da Firenze, il quale nel tempo dell'autore fece molti miracoli, e di sanare infermi, e di vedere molte revelazioni. » - Ott.: « Piero Pettinagno, romito, il quale in Siena al tempo dell'Autore fece molti miracoli in sanare infermi, e in vedere molte revelazioni.... Dicesi che Piero Pettinagno fu Fiorentino per nazione; oggi è chiamato santo Piero Pettinagnolo. »-Petr. Dant. non ne parla. - Cass. : « Pier Pettinaio senensis. » -Falso Bocc.: « Fu fiorentino euomo giusto edisanta vita e grande amico didio. » - Benv.: « Hic fuit quidam sanctissimus eremita tunc magna famse, qui modo apud Fiorentiam dicitur sanctus Petrus Pet-tinarius. » - Buti: « Questo fu omo di grande penitenzia fiorentino, devoto et amico di questa donna (Sapia), unde pregò molto Iddio per lei.» - An. Fior.: « Piero Pettinagno fece in Camollia di Siena una bottega di pettini, et comperavagli a dozzina: poi che gli avea comperati, egli se ne venia con questi pettini in sul ponte vecchio di Pisa, et sceglieva i pettini, et se niuno ve n'avea che fosse fesso o non buono egli il gettava in Arno. Fugli detto più volte perchè il pettine sia fesso o non così buono, egli pur vale qualche denaro, vendilo per fesso; Pietro rispondea: Io non voglio che niuna persona abbia da me mala mercatanzia. Quando vedea andare veruno colla famiglia de' Rettori alla giustizia s'inginocchiava et diceva: Iddio, laudato sia tu, che m'hai guardato da questo pericolo. Et per questi così fatti modi et simiglianti, i Sanesi, che sono gente molto maravigliosa, diceano ch'egli fu santo, et per santo il riputorono et adororono. » - Serrav.: « Homo magne abstinentie et penitentie et orationis. » - Land. : « Pietro Pettinaro fu Fiorentino uomo molto religioso, et eremita. » - Tal. : « Petrus Pectinarius fuit homo santissime vite; et introducitur in actu caritatis qui est contrarius invidie. » - I commentatori successivi non aggiungono veruna notizia degna di menzione.
Petto, dal lat. pectus, pectoris, al pi. petti, Cavità conoide, lievemente schiacciata per davanti, la quale occupa il mezzo del tronco dell'animale, e contiene i polmoni e il cuore; ma generalmente si piglia per la sola Parte anteriore del petto dalla fontanella della gola a quella dello stomaco. La voce Petto si trova nella Div. Com. 43 volte, cioè 20 volte neWInf. (vii, 113; vili, 116; ix, 49; x, 35; xii, 70, 83; Xiv, 72, 107; xvn, 14, 103; xix, 125; XX, 37; xxn, 129; xxiii, 50; xxviii, 29; xxxi, 47, 75; xxxii, 43, 61; xxxiv, 29), 16 volte nel Purg. (i, 18, 36, 80; n, 81 ; in, 111; v, 126; vii, 106; ix, 111; x, 132; xv, 54; xxiii, 102; xxiv, 123, 153; xxv, 67; xxx, 99; xxxi, 113) e 7 volte nel Par. (i, 19; ili, 1; xiii, 37; xiv, 91; xxi, 14; xxn, 108; xxv, 112). Oltre al signif. propr. sono da notarsi: 1. Petto,