Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (320/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (320/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1488
   Perso-Persona
   Perso, fran. ant. pers, dal basso lat. persus, perseus, e questo forse dal gr. uépxos, che vale Azzurro cupo pendente al nero, Colore tra il purpureo ed il nero, detto anche Biadetto scuro. Forse così detto perchè perde di lucentezza. Dante stesso definisce, Conv. IV, 20, 10 e seg., «Il perso è un colore misto di purpereo e di nero, ma vince il nero, e da lui si denomina.»!^, v, 89; vìi, 103. Purg. ix, 97. Cam.: « Le dolci rime d'Amor, ch'io solia, » v. 109.
   Perso, Part. pass, e Agg. da perdere, Perduto. Per Non visibile, Non apparente; Par. ili, 12. Secondo altri persi è anche in questo luogo l'Azzurro cupo pendente al nero, e vale Oscuri, Nerastri. - Lan. e An. Fior.: « Dice che sì come nostra figura si specchia in vetro, ovvero in acque chiarissime e stillate, tanto nitide che non velano con sua torbidezza il loro fondo, e poi nostra figura così specchiata torna alle nostre pupille, e lì si moltiplica sottile e nitida.... così quelle anime di tale aspetto a lui si dimostrarono. » Così pure VOtt., quasi alla lettera. - Petr. Dant. : « Dicit quod ap-paruerunt sibi in coelo Lunge umbne quidam aerete ut postillai vi-trorum sive aquarum, non sic profundarum ut earum fundi sint persi, idest perditi, sed appareant postilla sunt comprehensa, idest a pupilla oculi qu® est mediculum oculi, quasi ut puella. » Cass., Falso Bocc., ecc., non danno veruna interpretazione. - Benv. : « Persi, idest perditi, quia tunc non appareret imago respicientis in aqua. »-Buti: « Persi, cioè perduti; questo dice a differenzia dei fossi cavi e del mare, li fondi dei quali sono tanto cupi che non si vedono, anco si vedono neri ; e però si potrebbe intendere che i fondi siano persi, cioè neri, e queste sono l'acque purissime delle fonti che sono chiarissime e basse e riposate, e però in esse si specchia la faccia umana come in specchio. » - Serrav. : « Sicut quando homo respicit in vitro terso, claro, vel in aqua clara, tersa et nitida, non sic alta quod fun-dum perdatur, idest non videatur (quia in nimis profunda non re-presentaretur ydolnm faciei), redeunt ad oculos nostros postili®, idest ydola, sive ymagines, nostrorum visuum, ecc. » - Land.: « Persi, cioè neri. » - Veli.: « Siano perduti da la veduta. » - Dan.: « Non tanto profonde che i fondi loro siano perduti, chè se non si vedessero, non refletteriano l'imagine. » - Vent.: «Per la profondità perduti di vista, e però scuri, e opachi in modo, onde l'acqua faccia specchio. » -Tom.: « Non intendo di color bruno, che sarebbe un ripetere il nitide, ma Persi di vista. » - Così pure Br. B., Frat., Andr., ecc.
   Persona, dal lat. persona, Individuo sostanziale in quanto egli contiene in sè un principio attivo intelligente, supremo e incomunicabile. Yale tanto l'Uomo, quanto la Donna. Questa voce è adoperata