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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Perseguire - Persio
   1487
   Perseguire, dal lat. persequi, Perseguitare, Cercar di nuocere altrui con fatti, o con parole; Inf. vii, 86. Puri7. xxn, 83, nel qual luogo perseguette sta per perseguine, cioè Perseguitò; cfr. Nannuc., Verbi, 172 e seg.
   Perseverare, e per contrazione Persevrare, dal lat. perseverare, Continuare, segnatam. nell'affetto e nell'eseguimento di cose buone, per assai lungo tempo; Par. xvi, 11, nel qual luogo i più intendono che la gente romana persiste meno di altre nell'uso di adoperare il Voi invece del Tu, cadendo sempre nel dare del Tu, mentre gli altri italiani danno del Voi. Altri spiegano invece: Nel qual Voi non perseverano i Romani, che più non conoscono la dignità imperiale. Ma cosa ha qui che vedere l'autorità imperiale? Tom.: « Ironia. Roma persevera nell'adulazione. » - Come mai c'entra qui l'ironia? Il Poeta non vuol certo accusarsi di adulazione commessa in Paradiso verso il suo antenato Cacciaguida! - Buti : « Nel quale dire ad uno Voi, la sua famillia, cioè di Roma, cioè li suoi cittadini, non persevra, cioè meno dura che tutte l'altre genti; imperò li Romani ad ogni uno dicevano Tu, se fusse bene
   10 papa 0 lo imperadore. » Cfr. Voi.
   Persi, lat. PerscB, gr. Ilépaai, Persiani; Par. xix, 112. De Mon. il, 9, 30, 31, 34.
   Persio, Aulus Persius Flaccus, satirico latino, nato l'anno 34 dell'èra volgare a Volterra nell'Etruria da nobile famiglia, perdette
   11 padre nella sua infanzia e fu educato a Roma, dove contrasse amicizia co' più celebri uomini de' suoi tempi, come Lucano, Seneca, Nomano ed altri. Rigido settatore della scuola degli Stoici, condusse vita irreprensibile e morì giovine di 28 anni nel 62 dell'èra volgare, lasciando erede de' suoi beni il filosofo Corunto, già suo maestro. Si hanno di lui sei Satire, essenzialmente dissertazioni in versi sopra diverse sentenze degli Stoici. In queste Satire il poeta si mostra ardente amico della virtù e semplicità antica, adopera uno stile nobile e vigoroso, ma non di rado soverchiamente conciso, a segno da riuscire assai oscuro. Quintiliano (lib. x, c. 1) dice che si acquistò molto di vera gloria, benché con un libro solo, ed anche Marziale (iv, 29) ne parla come di poeta assai celebre. Un'antica biografìa del Poeta, che si crede dettata da Valerio Probo, si trova in molte edizioni delle Satire. Cfr. le storie della letteratura romana del Baehr, i4, 610 e seg., del Berniiardy, p. 556 e seg., del Teuf-fel, pagina 654 e seg. Dante lo nomina, ponendolo nel Limbo, Purg. xxn, 100.