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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
14S2
Peregrinazioni di Dante
ogni speranza al tutto fu perduta da Dante ; perocché di grazia lui medesimo si avea tolto la via per lo sparlare e scrivere contro a' Cittadini che governavano la Repubblica; e forza non ci restava per la quale più sperar potesse. Sicché deposta ogni speranza, povero assai trapassò il resto della sua vita dimorando in varii luoghi per Lombardia, per Toscana e per Romagna sotto il sussidio di varii signori ; per infino che finalmente si ridusse a Ravenna, dove finì sua vita. »
I biografi posteriori non fanno che ripetere all'incirca le stesse cose. Sulle peregrinazioni del Poeta anche oggigiorno si può dire ben poco, quasi niente di positivo, mancando i documenti o notizie accertate. Quello che ne sappiamo di certo si riduce a pochi punti: 1. Nei primi mesi del suo esilio Dante si unì ai suoi compagni di sventura, cioè ai Bianchi fuorusciti di Firenze, i quali coli'aiuto dei Ghibellini di Toscana andavano facendo vani tentativi di rientrare colla forza in Firenze. Adì 8 giugno 1302 il Poeta si trovava tra' contraenti che nella chiesa abbaziale di San Godenzo appiè dell'Alpi stipularono un atto, pel quale si obbligarono solidariamente inverso Ugolino di Feliccione Ubaldini e figli di rifare tutti i danni eventuali nei quali potessero incorrere per causa della guerra che faceasi dal castello di Montaccianico ; cfr. Del Lungo, Dino Comp. li, 570 e seg. -2. Dopo alcun tempo, credendosi assai offeso da' suoi compagni di parte bianca, Dante si separò indispettito da loro, facendosi parte per sè stesso; Par. xvn, 61-69. - 3. Separatosi dai Bianchi, il Poeta andò a Verona, dove fu benevolmente accolto (probabilmente da Bartolommeo della Scala, come affermano Dan., Ott., Pe.tr. Dani., Cass., Postili. Palai., Falso Bocc., Benv., Buti, An. Fior., Serrav., Land., Tal., Dan., ecc.); Par. xvn, 70 e seg.-4. Nell'ottobre del 1306 Dante era in Lunigiana presso i marchesi Mala-spina, i quali lo nominarono loro legittimo procuratore per conchiudere la pace col vescovo di Luni ; Purg. vili, 124 e seg.; il relativo documento fu pubblicato da Lord Verkon: Dantis Alighieri legatio prò Francischino Malaspina ad ineundam paeem cum Antonio episcopo Lunensi et constitutio pacis ami. MCCCVI. denuo reco-gnita et iterimi in lucem edita, Pisa, 1847; ristamp. in Lord Ver-non, Inf., voi. n, p. 49 e seg. e nell'Eleventh annual Report of the Dante-Society, Cambridge, 1892, p. 15 e seg. (La dimora di Dante a Padova nell'agosto del 1306 è dubbia, il Dantinus quondam Alli-gerii de Florentia del relativo documento non essendo probabilmente il nostro poeta; cfr. A. Gloria, in Dante e Padova, p. 1 e seg. Gaetano da Re, nel Giorn. stor. della Lett. ital. xvi, p. 334 e seg.). - 5. Durante il suo esilio il Poeta dimorò alcun tempo nella città di Lucca, Purg. xxiv, 43 e seg. Probabilmente questa dimora