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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1-178
   Perdonanza-Peregrinazioni di Dante
   hanno invece vi metteranno (cioè Vi arrischieranno, Vi avventureranno), come lessero Ott., Veli., ecc. Questa seconda lezione merita probabilmente la preferenza. Ma anche qui le due lezioni non alternano il senso. Cfr. Moop.e, Criticism, 389-90.
   Perdonanza, da perdonare, Il perdonare, Remission dell'offesa o della pena che si merita per la colpa. E nel senso ecclesiastico vale Indulgenza; Par. xxix, 120.
   Perdonare, dal basso lat. perdonare : 1. Rimettere la colpa, Assolvere dalla pena, Pàporre in grazia, obliando le offese; Purg. v, 55; xi, 17; xv, 113; xviii, 116; xxu, 19. - 2. E ass. Purg. ili, 120.-3. Per Dispensare, Far grazia di, ecc. Inf. v, 103, dove vuol dire che Amore non risparmia a veruna persona amata che debba corrispondere con amore.
   Perdono : 1. Perdonanza, Remissione dell'offesa ricevuta; Purg. i. 12; v, 21.-2. Chiesa o luogo dov'è l'indulgenza; Purg. xill, 62.-3. Passo del perdono, vale Quel luogo nel Purgatorio appiè della scala che conduce ai cerchi più alti, nel qual luogo sta l'Angelo che cancella dalla fronte del Poeta l'uno dei sette P, descrittigli dall'Angelo portiere del Purgatorio, segni dei sette peccati mortali; Purg. xiii, 42, cfr. passo, § 15.
   Perduto, dal lat. perdiius, Part. pass, e Agg. da perdere; Inf. ni, 18; iv, 41; xxvii, 128; xxxii, 52. Purg. i, 119, vii, 25; xvii, 38. -1. In signif. di Smarrito nel cammino; Inf. xxvi, 84.-2. Detto di tempo, vale Consumato indarno, Speso senza effetto; Inf. xi, 15.-3. Dannato; Inf. in, 3; xxv, 72. Purg. xxx, 138.
   Peregrinazioni di Dante. Là verso il 1308 o 1309, quando il sommo Poeta dettava il suo Convivio, egli scriveva (i, 3, 15 e seg.): « Poiché fu piacere della bellissima e famosissima figlia di Roma, Fiorenza, di gettarmi fuori del suo dolcissimo seno (nel quale nato e nudrito fui fino al colmo della mia vita, e nel quale, con buona pace di quelli, desidero con tutto il cuore di riposare l'animo stanco, e terminare il tempo che mi è dato), per le parti quasi tutte, alle quali questa Lingua si stende, peregrino, quasi mendicando, sono andato, mostrando contro a mia voglia la piaga della fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere imputata. Veramente io sono legno senza vela e senza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertà. E sono vile apparito agli occhi a molti, che forse per alcuna fama in altra forma mi aveano immaginato; nel cospetto de' quali non solamente mia persona invilio, ma di minor pregio si