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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Penfosilea • Per
   1473
   l'entesilea, gr. llavS-saiXeia, figlia di Ares e di Otrera, regina delle Amazzoni, prese parte alla guerra di Troia, combattendo contro i Greci, e fu uccisa da Achille, il quale, spogliandola per prenderne le armi, e vedendola tanto giovane e bella, fu preso di amore per lei e ne pianse la morte; cfr. Quint., Sen., 1. Ovid., Heroid. li, 1,118. È nominata e posta nel Limbo tra le anime degli eroi antichi; Inf. iv, 124.
   Pentimento, da pentire, Il pentirsi, e La pena, 11 dolore che tormenta e affligge l'uomo per il fallo commesso giudicato dalla coscienza; Purg. xxx, 145.
   Pentire e Pentere, V. intrans, e più spesso Pentirsi, intr. pronom. Mutarsi d'opinione e di volontà, Sentir dolore di aver fatto o non aver fatto checchessia, detto particolarmente parlando de' peccati che uno ha commesso. Voce adoperata nella Div. Com. 16 volte: 7 ueWInf. (xi, 42; xiv, 138; XX, 120; xxvn, 83, 118, 119; xxxi, 53), 7 nel Purg. (ni, 137; v, 55; xi, 128; xvil, 132; xxu, 44, 48; xxxi, 85) e 2 volte nel Par. (ix, 45, 103). Notinsi le forme : 1. Pente' vii, per Mi pentii; Purg. xxu, 44. - 2. Pentere, in forza di sost. per Pentimento; Purg. x\n, 132; xxu, 48.-3. Pentuto, per Pentito; Inf. xiv, 138; xxvn, 83.
   Pentnto, Part. pass, da pentire, Detto di colpa, di che altri è pentito; Inf. xiv, 138; xxvn, 83.
   Penultimo, dal lat. pcene (pene) e ultimus, Innanzi all'ultimo, Che precede l'ultimo; Par. xxvm, 124. Conv. IV, 2, 80.
   Pepe, dal lat. piper, Frutto che viene in commercio dall'Indie ove si ricava dalla pianta Piper nigrum, o dall'altra Pipercubeba, Linn., e si adopera tanto ad uso medico, come per aromatizzare le vivande; Inf. xxv, 84.
   Per, Preposizione, che serve a dinotare il movimento e il passaggio, e tiene luogo delle prep. lat. per e prò. Serve pure a denotare fig. movimento e intervallo ideale, e porta quindi le idee di causa, di mezzo, di fine. Serve eziandio a denotare le idee di Cambio e di Vece, di Valore, di Favore, e altre relazioni più remote, le quali hanno però tra sè un vincolo di ragione. Come ovunque, questa preposizione occorre anche nelle opere di Dante in ogni pagina, e di solito non una, ma più volte; nella sola Div. Com. 1500 volte.-1. Invece di In, e con più o meno diretta relazione a moto; Purg. IV, 93; vii, 121. Conv. IV, 8, 113.-2. Vale anche A cagione di; Purg. i. 89, 122. - 3. Invece di Mediante, Per mezzo; Inf. iit, 1, 2, 3.