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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1400 Pedone-Pegasea
   l»e    Pegasea, lat. Pegaseia, Musa; Par. xviii, 82, nel qual luogo eli uni intendono della Musa in genere, giacche tutte le Muse si chiamano Pegasee (Benv., Land., Tomm., ecc.), altri di Calliope, già invocata Purg. i, 9 (Veli., Dan., Voi, Veni., Lomb., Biag., Ces., Br. Il, Frat., Greg., Bennass, Com., Filai., Bl, Witte, ecc.), altri di Urania, anch'essa già invocata Purg. xxix, 41 (AndrPoi, ecc.). Lan. e An. Fior.: « Qui fa invocazione a Pallas o Minerva sì come usavano li poeti di fare, acciò che suo intelletto fosse adatto ad intendere, e la parlatura a palesare, che li doni grazia ch'el possa tali figure intendere e palesare la parlatura nelli suoi versi; la qual Pegasea Pallas o Minerva hae per allegoria a significare la misericordia di Dio, lo quale si piega ad ogni giusta orazione.» - Ott. : « Qui l'Autore al modo poetico, vedendo maggiore opera, sì invoca Pallas di monte pegaseo, Dea di sapienza e di memoria e d'intelletto, che lo inlumini a sapere e potere versificare le figure che di se faceano quelle anime beate. » - Petr. Dant.: « Invocat illam vi-vam fontanam Pegaseam, quam prò morali et politica scientia et philosophia figurat, quse ingenia facit in fama longeva, et movet, idest disponit secum civitates et regna legibus et justitia. »- Falso Bocc. : « Perche laltore ae affare memoria duomini valorosi sifa prima una invochazione allafonte de poeti che gli presti dono egrazia che brievemente possa iscrivere questi valenti huomini i quali eglimette in questa spera di iupiter. » - Benv. : « Invocat hic musam in genere, quam vocat Pegaseam ab equo Pegaso, cuius percussione pedis natus est fons in Parnaso. » - Buti : « Lo nostro autore finge che, avendo udito di quelli beati spiriti nel pianeto love cantare e fare varie figure di sè, come ha detto di sopra, elli invocasse Pallade la dia della sapienzia che lo illuminasse, sicché elli intendesse quelle figure eli' el li aveva veduto, dicendo così : 0 diva Pegasea; cioè o iddia, fatta iddia di mortale; imperò che divo e diva è l'uomo fatto di mortale iddio; cioè perpetuo: per la sapienzia li uomini diventano di mortali perpetui : imperò che viveno nel mondo in sempiterno per fama, et in vita eterna in perpetuo per gloria; e questa diva è la sapienzia, la quale li Poeti chiamano Minerva, Pallade e Tritonia; et appresso i Greci si chiama Atene, e diceno che fu la grandissima figliuola di love, e diceno lei essere iddia di battallie, iddia di sapienzia et iddia dell'arti: Pallade si dice dal dibattimento dell'asta che si fa nelle battallie, ovvero perchè uccise Pallante gigante a Tritone palude, ovvero perchè s'interpreta nuova: imperò che la sapienzia non sente vecchiezza e per questo si chiama Minerva: cioè non mortale,