Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (289/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (289/1033)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Pe'-Peccatore, Pietro 1457
   Fior.: « Messer Rinieri de'Pazzi di Yaldarno fue grande rubatore dounche potea, massimamente in sulle strade di Valdarno infino alla città d'Arezzo. »
   Pe', da per e i, Per, Per i ; Inf. xvi, 61 var. Altri leggono pei, i più per.
   Peana, dal gr. Ilociàv, llaiàvcg, Inno cantato in onore d'Apol-line o Apolline stesso; Par. xm, 25. Buti: « Non si cantorno le lodi di Pean cioè d'Appolline, le quali si cantavano in Delo et in Licia da coloro che li facevano sacrificio che erano infideli. » Cfr. Virg., Georg, il, 2, 240. Aen. vi, 657.
   Pecca, dal lat. peccatum, antica forma per Peccato; 1. Vizio, Mancamento, Difetto; Inf. xxxiv, 115. Purg. xxn, 47.-2. Più che vizio o mancamento, Misfatto, Delitto; Inf. xxxii, 137.
   Peccare, lat. peccare; 1. Commettere peccato, Trasgredire la legge divina o religiosa; Inf. iv, 34; xxx, 40, 71. Purg. xi, 90; xxiii, 80; xxvi, 132. Par. vii, 85. De Mon. i, 15, 14.- 2. A modo di Sost. Purg. xxi, 66, dove vuol dire che l'anima in Purgatorio vuole la beatitudine; ma vuole eziandio meritarla col patire quel tanto che richiedesi a essere mondo. Così nel peccare ella aveva in sè due contrarie volontà, qui rette ambedue.
   Peccato, nel plur. peccati e peccata, dal lat. peccatum, Trasgressione volontaria della legge di Dio e della Chiesa; Inf. v, 9; xv, 108; xxvii, 109. Purg. ili, 121; xvi, 18; xx, 76; xxn, 50; xxvi, 82; xxvin, 128; xxix, 3; xxxi, 41. Par. vi, 93; vii, 79; xvii, 33; xix, 75; xxn, 108. Conv. iv, 5, 13. De Mon. n, 13, 1, 4, 6, 7, 8, e più spesso nelle Opp. min. Sul luogo Purg. xxxiii, 74, dove la comune legge erroneamente In peccato tinto, cfr. impietrato.
   Peccatore, dal lat. peccator, Chi o Che pecca, o ha peccato; Inf. v, 38; xviii, 25; xix, 23; xxi, 35; xxn, 23, 28; xxiii, 141; xxiv, 108, 130; xxvi, 42; xxxii, 117; xxxiii, 2; xxxiv, 56. Purg. v, 53.
   Peccatore, Pietro, lo stesso che Pier Damiani (cfr. Damiano, Pier), il quale « in tutte le lettere, in tutti i trattati, dove nomina sè stesso, e nelle stesse lettere apostoliche che segna come cardinale, sempre si dice Petrus peccator monaclius » (Mercati, Pietro Peccatore, Roma, 1895, p. 10). Il controverso luogo Par. xxi, 121-123 va pertanto letto: In quel luogo fu'io Pier Damiano E Pietro Peccator; fui nella casa Di nostra Donna in sul lito Adriano; ed i versi vanno per intero riferiti alla vita claustrale e pacifica di Pier Damiani, passata parte all'Avellana e parte anche