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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
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scadute mancarono i mezzi di esser potenti ; purnonostante si agitarono fino alla loro estinzione, e l'ultima memoria appella a un Guasparre, che con molto valore combatteva nel 1405 a favore dei Pisani contro la bandiera del giglio.
Dante rammenta Alberto Camicione per avere ucciso a tradimento Ubertino suo nipote, e messer Carlino, che dopo di aver tradito la repubblica ribellando il castello di Piantravigne per darlo in mano di parte Bianca, trad́ poi questa aprendo ai Fiorentini le porte dello stesso castello per denari che n'ebbe (cfr. Inf. xxxii, 68, 69). - La famiglia sussiste tuttora in Siena sotto il cognome Cinughi, là portata sullo scorcio del secolo XIII da Cino di Ugo che vi ottenne il diritto di cittadinanza. Stimo superfluo il dire che ancora da questo ramo uscirono non pochi uomini degni di memoria onorata.
Pazzi, Camicion de', cfr. Camicion de' Pazzi.
Pazzi, Carlino de', cfr. Carlin.
Pazzo, etim. incerta; secondo alcuni dal lat. patior, che non pare molto probabile; secondo altri (Diez, Ẉrt. n3, 52) dall'ant. ted. barzjan, o parzjan, supponendo un verbo parziare o pazziare ; Oppresso da alienazione di mente, Che ha perduto il senno. E fig. per Bestiale, Furibondo; Inf. xxi, 123.
Pazzo, Rinier, della famiglia dei Pazzi di Firenze, famoso ladrone, il quale correva le contrade di Valdarno, ovunque rubando, spogliando ed assassinando. Nel 1269 fu scomunicato da papa Clemente IV ed a Firenze si fecero leggi contro di lui e de' suoi seguaci; Inf. xn, 137. - An. Sei.: « Rinieri Pazzo fu da Firenze, grande rubatore di strade.» - Lan. ; « Grande rubatore; fu da Firenze. » -Ott. : « Rinieri Pazzo fu uno cavaliere de' Pazzi di Valdarno, del contado tra Firenze e Arezzo, antichi uomini: questi fu a rubare li prelati della Chiesa di Roma per comandamento di Federigo II im-peradore delli Romani, circa li anni del Signore MCCXXVI1I; per la qual cosa elli, e li suoi discendenti furono sottoposti a perpetua scomunicazione, e contro a loro furon fatte leggi municipali in Firenze, le quali li privarono in perpetuo d'ogni beneficio. »- Petr. Dant. : « Raynerius Pazzus de Valdarno, et ille de Corneto, magni ascarani et derobatores stratarum. »- Bocc.: « Questi fu messer Rinieri de' Pazzi di Valdarno, uomo pessimo e iniquo, e notissimo predone e malandrino. » - Benv. : «Iste praedatus fuit Stratam Tuscia. »-Buti: « Questo fu Fiorentino e per le pazzie che faceva fu chiamato pazzo, ch'era temerario.... Fu ladrone e rubatore di strade. » - An.