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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Pazzi
nista; ma non ne dice la origine, che alcuni asseriscono avere essi avuta comune con i Pazzi di Firenze. L'esame dei documenti convince peraltro del contrario, e sembra piuttosto che questa potente famiglia avesse coi Donati comunanza di principii.
La fazione ghibellina ebbe nei Pazzi di Yaldarno non pochi eroi, e le proscrizioni colle quali il Comune Fiorentino li colpiva di continuo, ci addimostrano quanto ne avesse timore. Infatti ci raccontano le istorie, come dopo le vittorie dei guelfi a Benevento e a Taglia-cozzo, seguitassero a tener levata la bandiera imperiale, intorno a cui tutti accorrevano i fuorusciti ; e come il nostro Comune fosse costretto nel 1269 a porre assedio al castello di Ostina per isnidar-neli, e nell'anno seguente a Pian di Mezzo, che solo ottenne a costo di molto sangue. Se la pace del 1280 fece ottenere a non pochi dei Pazzi 1' assoluzione dalle condanne, fu cagione che venissero confermate quelle già pubblicate contro messer Guglielmo, ch'era il più temuto di tutti; e specialmente perchè nel 1275 avea guidate a vittoria le schiere dei ghibellini bolognesi. E più tardi, nel 1287, si fece capo della parte imperiale in Arezzo, dopo averne cacciati i guelfi; trionfò dei Senesi sotto Lucignano nell'anno appresso; ma vinto dai Fiorentini alla battaglia di Campaldino nel 1289, non volle sopravvivere alla sconfitta, e cercò la morte insieme con due nipoti, gettandosi colla spada in pugno in mezzo alle schiere nemiche. Non per questo cederono i Pazzi e si rimasero tranquilli; che, anzi, tanto si mostrarono infesti alla repubblica di Firenze che, nel 1296, si rese necessario di costruire le terre di San Giovanni e di Castelfranco di sopra come due baluardi che li tenessero in freno, ed impedissero loro di molestare troppo facilmente il territorio fiorentino. - Nelle vicende delle parti Bianca e Nera, i nostri Pazzi si fecero alleati dei Bianchi; ed in tutti i tentativi che i fuorusciti Fiorentini fecero per tornare alla patria, in tutte le espugnazioni ed incendi di castella che furono fatte in quei tempi, si trova mescolato il nome di alcuno di questa casa: laonde il libro del Chiodo ha molte pagine che contengono le condanne al fuoco, al capestro, alla scure, che ben di frequente si pronunziarono contro di essi da Cante dei Gabbrielli. - E tanto erano temuti dai Fiorentini che, quando nel 1337 tornarono per dedizione signori d'Arezzo, vollero che tutti i Pazzi dovessero per dieci anni starsi lontani dieci miglia almeno da quella città, sotto pena di ribellione. Perciò non deve recare maraviglia se nel 1340 mandarono aiuti ai grandi ribellati in Firenze; se poi combatterono in favore dei Pisani; se favorirono alla tirannia del Duca d'Atene; se accorsero sotto le bandiere dell'arcivescovo di Milano mentre guerreggiava contro la repubblica. - Cessarono di essere molesti quando i diversi rami isterilirono, quando per le ricchezze