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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1454 Patricio - Pavento
   miglia prese parte ad una delle Crociate, e che certamente vi si distinse, seco portandone alcune pietre, forse raccolte sul monte Oli-veto; che sono quelle stesse ora conservate nella chiesa de' SS. Apostoli, dalle quali si trae il fuoco sacro nel Sabato Santo, e che hanno fruttato alla famiglia l'onore e l'onere del Carro, circondato da fuochi artifiziati, che s'incendia dapprima sulla piazza del Duomo, e poi presso le loro case nel medesimo giorno.
   Non occorre dire che ai discendenti di Pazzo non mancarono le primarie magistrature, e che nei registri dei Consoli e degli Anziani si trovano i nomi di non pochi tra quelli. Parteggiarono per i Guelfi fino dal primo nascere delle fazioni; ed alla battaglia di Montaperti si rese memorabile l'eroismo d'Jacopo soprannominato Nacca, ch'era l'alfiere dei feditori. A lui Bocca degli Abati, che gli stava dappresso, con nero tradimento recise la mano con cui teneva levata la bandiera (cfr. Inf. xxxn, 70-111); e il Pazzi allora strettala al petto col moncherino, seguitò a tenerla levata, finché per le molte ferite non cadde estinto. Da lui nacque Pazzino, che fu principe di parte Nera insieme con Corso Donati, con cui divise l'autorità; la quale tutta a lui rimase dopoché l'emulo fu spento per opera sua. Da quel giorno ei tenne supremazia quasi di signore in Firenze, e continuò ad esercitarla finché non fu ucciso nel 1311.
   Nei successivi avvenimenti di Firenze sempre ebbe parte qualcuno nato di questa casa; e più specialmente alla difesa di Firenze contro Arrigo VII, alla battaglia di Montecatini e dell'Altopascio, alla cacciata del duca di Atene ed alla lotta dei magnati contro dei popolari.
   Venendo a tempi a noi più vicini, memorabile è nelle istorie, e foriera di grandi conseguenze, la congiura dei Pazzi tramata contro i Medici nel 1478, per cui questi corsero pericolo di totale esterminio, e gli altri tentarono di prendere il loro posto nella repubblica. Senza distendersi a narrare il gran fatto, noto d' altronde abbastanza, ci basti di osservare che questa congiura fu motivata da desio di vendetta e da speranza di potere, e che l'amore di patria e di libertà fu rammentato soltanto come un pretesto; per conseguenza non può nò deve ritenersi come un' azione generosa, perchè mancante d'ogni nobile principio. - Numerosa schiera di uomini illustri io potrei rammentare, se la prefissami brevità lo consentisse; laonde mi convien rimandare quei che dei Pazzi volessero più particolareggiate notizie all'istoria che a nome del conte Pompeo Litta io pubblicai nella sua collezione delle famiglie illustri italiane.
   II. Pazzi di Valdarno. « I Pazzi di Valdarno furono antichissimi gentili uomini, signori di castella e di ville, assai per antico, nel Valdarno di sopra. » Così parla di essi il nostro più antico ero-